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Sconcerti: “Turnover di Mancini? Le differenze reali riguardano Berardi, Barella e Immobile”

Sconcerti: “Turnover di Mancini? Le differenze reali riguardano Berardi, Barella e Immobile”

"Credo che il turnover cambierà poco l’Italia. La diversità dell’Italia non è avere giocatori, è avere gioco. Le differenze reali riguardano tre giocatori, Berardi, Barella, Immobile". Lo scrive...

Alessandro Cavasinni

"Credo che il turnover cambierà poco l’Italia. La diversità dell’Italia non è avere giocatori, è avere gioco. Le differenze reali riguardano tre giocatori, Berardi, Barella, Immobile". Lo scrive stamane Mario Sconcerti sul Corriere della Sera in attesa di Italia-Galles. "Chiesa non è un’alternativa a Berardi, è un altro giocatore. Verratti è con Jorginho il giocatore più internazionale, ma non si adatta agli altri, aspetta il premio dagli altri. In una squadra con Chiesa, Belotti è più adatto di Immobile. Perché Belotti è centravanti tipico, generoso quanto vuoi ma alla fine da area di rigore più di Immobile che è un cacciatore solitario, da aggiramento. Tutto questo per dire che il turnover non cambierà niente del livello della squadra. Restano tutte formazioni sperimentate, resta la velocità di gioco come caratteristica. Verratti in questo senso dà più qualità di Barella e meno anarchia organizzata. Guardandoci intorno alla vigilia del terzo turno molte cose diventano più chiare. Ho trovato ancora eccezionale, superbo nella sua solitudine, l’impegno di Cristiano Ronaldo, la sua differenza con tutto il resto. Non il rendimento totale, la differenza tecnica assoluta. Un’altra categoria ancora. Mbappè è divino, ma è il suo allievo, non il nuovo maestro. Naturalmente tra i due per domani prenderei Mbappè. Oggi ancora no. Ma qui parliamo di cifra assoluta. Colpisce la naturalezza dello svedese africano Isak. Fa cose impossibili in poco spazio con un andamento che pare lento. O è nei suoi giorni di grazia o va molto seguito. Mancano i difensori centrali. Come il gioco accelera in mezzo all’area si aprono vuoti incredibili. È un segno dei tempi, il possesso palla ha portato a tutti la lentezza, quindi interventi incerti. Per questo l’Italia oggi sta insegnando qualcosa a tutti".