Spazio ai ricordi nell'intervista concessa al Corriere dello Sport da Mircea Lucescu, che riporta indietro le lancette dell'orologio agli anni interisti: "Dove ho ritrovato Simeone che per il suo cinquantesimo compleanno mi ha regalato una dedica meravigliosa per quello che ho fatto per lui, soprattutto a Pisa - dice -. E non dimentico di avere avuto Ronaldo il fenomeno, che è stato il più grande giocatore che abbia mai allenato. Purtroppo, quell’anno ebbe tanti guai fisici. Sì, giocava anche Baggio in quell’Inter: era un fuoriclasse, ma non come Ronaldo. Devo riconoscere che il presidente Moratti fu eccezionale con me, non a caso disse che Lucescu era il miglior allenatore che aveva avuto", spiega il tecnico romeno. Che poi racconta le modalità di divorzio dai nerazzurri. "Mi dimisi io, non mi mandò via lui. L’errore più grande è che per l’anno dopo era stato annunciato l’arrivo di Lippi e a quel punto è come se io fossi stato destabilizzato agli occhi della squadra. Non potevo che andarmene, anche per responsabilizzare i calciatori".

L'intervista si sposta sull'attualità e il futuro: "Il calcio italiano non deve vivere di ricordi, è più costruttivo pensare a far crescere i giovani. Zaniolo, Pellegrini, Chiesa, Castrovilli, Tonali, Barella possono diventare grandi calciatori. E Insigne e Immobile lo sono già". 

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Sezione: Rassegna / Data: Lun 11 maggio 2020 alle 09:15
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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