Un evento importante come il Derby di Milano merita anche una determinata organizzazione sanitarita. A spiegare i dettagli ci pensa il dottor Alessandro Geddo, responsabile del Servizio Sanitario di San Siro durante le manifestazioni sportive e primario dell’Unità Operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore degli istituti di ricovero e cura del Gruppo Iseni di Lonate Pozzolo: "In una partita come il derby, la forza sanitaria è costituita da 110 persone: 8 medici, 10 infermieri, squadre appiedate sugli spalti e 5 ambulanze, di cui una dedicata agli atleti. Potenzialmente ci sono otto punti medici. due al piano zero, due al secondo anello e quattro al terzo anello, il più isolato. A San Siro i tre anelli hanno accessi diversificati. E poi abbiamo due pattuglie in campo", racconta ai microfoni di Tuttosport

Che ruolo possono avere i tifosi o gli steward nel gestire le emergenze? 
"San Siro è lo stadio più grande d’Italia e abbiamo una media di due arresti cardiaci all'anno. Abbiamo un outcome molto buono, proprio perché la maggior parte delle volte chi è di fianco al malcapitato inizia subito le manovre di primo soccorso. Avere un sostegno nei primi secondi, in caso di arresto cardiaco, è fondamentale".

A dicembre 2024 lei ha salvato la vita a Massimo Luciano, tifoso interista vittima di un arresto cardiaco. 
"Faccio il rianimatore da quasi 30 anni: difficilmente chi salvi viene poi a salutarti. Molte volte, infatti, va male: in questo caso è andato tutto alla perfezione. Due mesi dopo l’evento, appena uscito dall’ospedale, Massimo mi ha telefonato: non me l’aspettavo. È stato più scioccante sentirlo al telefono che vederlo poi di persona, perché in questo caso ero preparato".

Sezione: Rassegna / Data: Dom 08 marzo 2026 alle 11:20
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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