"Antonio Conte è entrato nella storia dalla porta sbagliata: mai l’Inter aveva perso in casa con il Real Madrid, mai aveva giocato le prime quattro partite di Champions senza vincerne una". Dura l'analisi della Gazzetta dello Sport dopo il ko con i Blancos, con l'Inter che adesso è appesa a un filo in Champions. Evidenziate le colpe dell'allenatore: "L’Inter è partita pigra anche ieri. Non basta denunciare la carenza di furore della squadra - si legge -. Un allenatore, quel furore deve sapere evocarlo. La partita l’ha rovinata Vidal, il più voluto dal tecnico. Terzo motivo: meglio se dal mercato fosse arrivata la qualità tecnica che manca a questa Inter, finita in balia del palleggio gli spagnoli fin dal primo minuto. Quando l’Inter riesce a tenere alti i ritmi, a pressare feroce con la squadra corta, riesce a essere pericolosa, anche con linee di gioco prevedibili. Quando, come ora, rallenta, emergono lacune tecniche strutturali che Conte, fedele ai suoi dogmi, fatica a intercettare con variazioni e nuove idee. Anche l’Atalanta non è al top. Ieri Gasperini ha cambiato carte: fuori le punte. E ha sbancato Anfield. Per ritoccare il copione e aumentarne la qualità, come richiede il calcio europeo, Eriksen sembrava l’uomo giusto. Che senso hanno i 4’ finali di ieri? Quando un giocatore fallisce, soprattutto se ha alle spalle trascorsi nobili, non è mai solo colpa sua. Così come non può essere solo colpa di Hakimi, la pesante involuzione che lo ha colpito. Forse c’è da chiedersi se i principi di gioco di Conte, più muscolari che tecnici, c’entrino con la scarsa fortuna che ha sempre trovato in Champions".

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Sezione: Rassegna / Data: Gio 26 novembre 2020 alle 09:00 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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