Non è intenzione di nessuno che il ritorno di Diego Milito al Racing finisca per essere la classica minestra riscaldata. Certo, 35 anni non sono pochi e lo stato fisico dopo la rottura dei legamenti crociati non è dei migliori, ma a patto che intorno a lui si costruisca una squadra competitiva i presupposti ci sono tutti perché nel suo segno l’Academia torni a essere grande.

“Ho capito che era il momento di aiutare il club che mi ha permesso di avere la carriera che ho avuto. Non potevo aspettare ancora, alla mia età non mi resta ancora molto per giocare e prima di smettere volevo dare una mano al Racing”, ha spiegato l’ex nerazzurro.

Passato innanzitutto al Genoa dopo aver già conquistato un campionato argentino, la sua intenzione ora che è di nuovo in Argentina è di ripetersi. Non ha fatto però mistero che per riuscirci è necessario “formare un gruppo valido, competitivo e che sia fedele all’idea calcistica di Cocca” ma anche forte al punto da resistere alle pressioni che potrebbero venire dalla difficile situazione societaria, con le elezioni presidenziali alle porte. “Non sono arrivato per essere (io solo, ndr) il salvatore della patria,” ha osservato.

E sempre riguardo il Racing che verrà, interessanti un altro paio di sue considerazioni. La prima riguarda la qualità, ed è la conferma del tentativo congiunto con la società di riportare al club giocatori virtuosi e ormai anche di esperienza come Lisandro López e Maxi Moralez. La seconda è invece di carattere puramente tattico: “Qui partivo più da fuori, è stato il calcio europeo a rendermi punta centrale”, ha spiegato. Che sia nell’aria un ritorno alle origini anche in tal senso?

Andrea Ciprandi

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Sezione: Qui Argentina / Data: Ven 20 giugno 2014 alle 07:30
Autore: Redazione FcInterNews.it
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