Tutto il mondo è paese, e anche a distanza di anni emergono situazioni clamorose nel mondo del calcio che poco hanno a che fare con il concetto di sportività. Da intercettazioni telefoniche diffuse negli ultimi giorni in Argentina risulta infatti che l'avversario dell’Inter nelle Coppe Intercontinentali del 1964 e 1965 avrebbe potuto non essere l’Independiente.
In occasione di una telefonata intercettata risalente a maggio 2013, l’ex numero due della FIFA, presidente dell’AFA e fra gli anni Sessanta e Settanta alto dirigente e financo numero uno dell’Independiente, Julio Grondona, raccontava come nell’edizione della Libertadores ‘64 due guardalinee impegnati nelle semifinali che il Rojo giocò col Santos furono da lui corrotti, vanificando eventuali interventi ‘sgraditi’ da parte dell’arbitro olandese Leo Horn. Si tratta di dati incompatibili se presi nella loro interezza, come vedremo, ma in ogni caso riferibili ad accertati episodi dubbi e innanzitutto a un’iniziativa chiaramente antisportiva.
Il doppio confronto col Santos si concluse con due vittorie degli argentini, la prima in Brasile per 3-2 in rimonta e la seconda ad Avellaneda per 2-1. Arbitro fu l’inglese Holland, non Horn, ma effettivamente come ricordato dal giornalista Gustavo Grabia le cronache del tempo raccontano di due dei tre gol dell’Independiente fuori casa che furono certamente viziati da irregolarità finendo per forza di cose per influire sul passaggio del turno.
Nelle due finali quindi avversari furono gli uruguaiani del Nacional e a Montevideo, arbitro stavolta effettivamente Horn, ai padroni di casa vennero annullati due gol per fuorigioco più che sospetto come riportato da Ovación, l’inserto sportivo del quotidiano El País.
Al di là della confusione fatta nel ricordare arbitro piuttosto che avversario, resta comunque la gravità di un intervento illegale da parte dell’ex presidente del club, scomparso lo scorso anno, che al di là della prescrizione oggi che lo si è scoperto sarebbe valso di per sé la squalifica degli argentini da quel torneo. Non si può dire che se non ci fosse stata corruzione l’Independiente non avrebbe finito per diventare lo stesso campione del Sud America, ma il fatto è che al trionfo arrivò evidentemente per vie traverse. E non è tutto: il Rojo infatti partecipò anche all’edizione successiva della Libertadores solo in qualità di detentore del trofeo del ’64, avendo guadagnato l’iscrizione sul campo invece il Boca Juniors ultimo campione argentino, e in conseguenza del successo anche in quell’occasione venne l’ennesima sfida ai nerazzurri nel frattempo ancora campioni d’Europa.
Tutto questo non toglie chiaramente niente al valore dei successi dell’Inter nelle Intercontinentali di quelle due stagioni. E’ però vero che nel caso del massimo trofeo mondiale per club, tanto quanto innanzitutto in quello del più importante sudamericano, la storia andrebbe parzialmente riscritta e avrebbe anche potuto essere diversa. Nel caso specifico delle Intercontinentali, poi, il doppio confronto tante volte esaltato per il rango di entrambe le contendenti adesso dev’essere per forza considerato diversamente.
Andrea Ciprandi
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