HANDANOVIC 5 - Bene sul primo tentativo di Leao, sfiora appena sul sinistro vincente del portoghese. Va giù con una lentezza imbarazzante sul sinistro sporco di Giroud che vale il sorpasso. Esente da colpe in occasione della terza rete. Il confronto col dirimpettaio Maignan è impietoso.
SKRINIAR 5 - Una delle rare occasioni in cui Leao gli trasmette agitazione. Quando il portoghese ha spazio per puntarlo, la sensazione è che abbia parecchie chance di raggiungere l'obiettivo e nella ripresa diventa un incubo per lo slovacco. Le difficoltà di fare filtro del centrocampo, che perde anche troppi palloni, lo costringono a tanto lavoro extra.
DE VRIJ 5 - Come al solito sembra quello più presente del pacchetto arretrato, legge bene alcune verticalizzazioni ed è colui che oppone la maggior resistenza a Giroud. Poi si addormenta anche lui, senza marcare alcuno, sul pallone lento che trova il sinistro vincente del francese e si lascia superare senza batter ciglio da Leao in occasione del terzo gol. DALL'84' D'AMBROSIO SV.
BASTONI 5 - Gli strascichi dell'influenza evidentemente non sonoqq rimasti a casa, perché dal punto di vista agonistico non è il solito. Non a caso Giroud, quando passa dalle sue parti, lo sovrasta spesso e volentieri (e segna sotto i suoi occhi). Anche Messias, pur puntandolo poco, non lascia palloni per strada. Meglio in costruzione, anche se è dannatamente difficile trovare linee di passaggio decenti. DAL 63' DIMARCO 6 - Grazie alla sua velocità riesce a tenere la difesa alta e a sventare le ripartenze rossonere dalle sue parti. Prova anche qualche sortita offensiva.
DUMFRIES 6 - Le vecchie ruggini con Hernandez riemergono dopo neanche 10 minuti quando il francese lo provoca e porta alla doppia ammonizione. Le provocazioni aumentano, l'arbitro non gli fischia un paio di falli ma per fortuna l'olandese non perde il controllo e mantiene la calma laddove altri sarebbero sbarellati. Riesce di rado a trovare spazio per sprigionare la propria energia, nel finale comunque è tra gli alimentatori della spinta.
BARELLA 5 - I ritmi alti del Milan e il poco spazio in cui muoversi lo penalizzano, bisogna puntare soprattutto sul fioretto ma non è il suo piatto preferito. Prova a mantenere il sangue freddo nel pieno della tempesta, ma non è un pomeriggio facile e lo spirito battagliero non è il solito. Cerca contatti e fischi arbitrali anche quando sarebbe meglio una spallata in più. Un'ora non da lui. DAL 63' MKHITARYAN 6,5 - Si presenta innescando l'azione del 2-3, nel complesso la sua freschezza e qualità restituiscono dignità al centrocampo nerazzurro. Allo scadere va vicino a un gol fantastico.
BROZOVIC 6 - Quando vede CDK sonnecchiare e i due argentini davanti scambiare bene il pallone, parte come se all'improvviso si accorgesse dell'onda verde e fumando una sigaretta fa sedere Maignan portando al momentaneo vantaggio nerazzurro. In mediana patisce l'aggressività rossonera e la scarsa vena dei compagni di reparto, per questo gli toccano soprattutto giocate conservative. Quando il belga prova a restituirgli pan per focaccia, spende un'ammonizione.
CALHANOGLU 5 - Inizia con il piglio giusto, fa valere la qualità e si fa rispettare nelle coperture. Poi, l'eccesso di sicurezza, lo porta a commettere un errore da scuola calcio, passando orizzontalmente un pallone in una zona rischiosa e innescando l'azione del pareggio rossonero. Avrebbe anche l'occasione del riscatto su punizione, ma invece di piazzarla come potrebbe cerca inspiegabilmente la botta. Super Maignan nel finale si rifiuta di rimettere i suoi peccati.
DARMIAN 6 - In un pomeriggio in cui anche le cose più facili non riescono, lui prova a rispettare le consegne e sulla sua corsia né Calabria né Messias alzano troppo il volume. Nel momento in cui i compagni sbandano lui sembra l'unico che resta mentalmente connesso. Ottimo il taglio con assist per Dzeko, non smette di spingere. DALL'84' GOSENS SV.
CORREA 5,5 - Gioca tra le linee, cercando spazio sulla trequarti ma appena si gira trova sempre qualcuno a fronteggiarlo e a sporcarne le intenzioni. Fatica a tenere botta dal punto di vista fisico, ma è bravissimo a servire Brozovic quando lo vede in fuga per la vittoria. Cerca spesso lo scambio con Lautaro, anche sul fino ma dovrebbe essere più concreto. DAL 63' DZEKO 6,5 - Si presenta subito con il gol che riaccende l'interruttore della luce, poi manda in porta Lautaro per il possibile 3-3. La sua presenza fisica mette in difficoltà l'intera difesa rossonera.
MARTINEZ 6 - Si ritrova solo a fare a sportellate contro Kalulu e Tomori, due che di certo non si fanno portare a spassoi fisicamente. Quando riesce a ricevere e a girarsi cerca di allargare al compagno più libero per dare ossigeno alla costruzione. Spettacolare la difesa del pallone che precede il vantaggio nerazzurro. L'ingresso di Dzeko lo riattiva e va vicino al pareggio due volte (la seconda super Maignan).
ALL. INZAGHI 5 - Sin dall'inizio è evidente come la sua squadra fatichi a tenere palla contro il centrocampo avversario, che chiude le linee di passaggio. Eppure il vantaggio sembra agevolarne il compito. Poi, dopo il pareggio letteralmente regalato, l'Inter sparisce letteralmente dal campo e il tecnico piacentino, anche nella ripresa non riesce a trovare le contromisure vedendo i propri giocatori sbandare paurosamente. Stavolta i cambi, a situazione drammatica, danno la scossa ma non sono sufficienti a evitare una pesante sconfitta. C'è tanto su cui riflettere, soprattutto l'assenza di personalità.
MILAN: Maignan 8, Calabria 6 (dall'83' Kjaer sv), Kalulu 6,5, Tomori 6,5, Hernandez 6, Tonali 6,5 (dall'83' Pobega sv), Bennacer 6,5, Messias 5,5 (dal 73' Saelemakers 6), De Ketelaere 6 (dal 63' Diaz 6), Leao 9, Giroud 7 (dal 73' Origi 5). All. Pioli 7
ARBITRO: CHIFFI 5,5 - Mette subito in chiaro il metro ammonendo Hernandez e Dumfries al primo vagito di rissa. Fischia poco, sbaglia qualche valutazione ma l'enorme dubbio è la spallata del francese sull'olandese, già ammonito (l'arbitro non interviene proprio): sarebbe stato il secondo giallo e avrebbe cambiato il finale del match.
ASSISTENTI: Meli 6 - Peretti 6
VAR: Di Paolo 6
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