Anche Demetrio Albertini ha parlato alla Gazzetta dello Sport in vista del derby di domenica. "No, non è mai una partita come le altre - spiega Albertini -. In palio ci sono sempre tre punti, ma dietro c’è molto più: tradizione, orgoglio, sentimento".

Ha ragione Leao, dunque, a parlare di «questione di vita o morte» e di prendere il derby «sul personale»?
"Ai miei tempi non c’era nemmeno bisogno di certi richiami. Da una parte avevamo Maldini, Baresi, Costacurta... Dall’altra c’erano Bergomi, Ferri, Berti, solo per citarne alcuni. Non era gente a cui occorreva spiegare il significato del derby con dichiarazioni pubbliche. Oggi, con tanti stranieri in più e rose che cambiano più spesso, credo Leao abbia voluto avvisare i compagni, soprattutto gli ultimi arrivati, sull’importanza di una partita così. Rafa è al Milan ormai da quasi sette anni e giustamente ha parlato da veterano".

Calcisticamente parlando, per il Milan è davvero questione di vita o di morte, almeno limitandoci al discorso scudetto?
"Beh, è l’ultima chiamata. Se l’Inter vincerà domenica, potrà cominciare già a cucirsi lo scudetto sul petto e preparare i festeggiamenti. Per questo credo che la partita sia molto più importante per il Milan che per la squadra di Chivu".

E se invece vincesse il Diavolo, il campionato sarebbe riaperto?
"Per me no, perché sette punti da recuperare sarebbero comunque tanti, specialmente con questa Inter che viaggia a mille in Serie A. Però, ecco, i nerazzurri dovrebbero poi stare attenti a non fare scivoloni. E nel calcio mai dire mai: io ho vinto uno scudetto da -7 a sette giornate dalla fine nel 1998-99, rimontando su di una grande Lazio. Noi le vincemmo tutte, loro ne persero due di fila con Roma e Juventus, e poi alla penultima giornata facemmo il sorpasso decisivo".

Oggi il Milan è secondo, pur avendo gli stessi punti (57) dopo 27 giornate del Napoli di Conte lo scorso anno o dell’ultimo scudetto di Pioli in rossonero.
"Allegri ha saputo dare una certa consapevolezza alla squadra, oltre a solidità tattica e mentale. Mi incuriosisce, però, un aspetto: il Milan fa molto meglio nei secondi tempi che nei primi 45 minuti".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 11:16 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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