Salvatore Fresi, ex difensore di Salernitana, Inter e Juventus oggi titolare di una scuola calcio a Salerno, si racconta ai microfoni di Fanpage.it ripercorrendo tanti momenti della sua carriera. Tanto spazio, ovviamente, ai suoi anni nerazzurri: "Era una grande squadra, ma non ancora strutturata come lo sarebbe diventata. Tanti cambi di giocatori, poca continuità. Dal terzo anno, con l’arrivo di Ronaldo, tutto cambiò".

Ecco, Ronaldo. Si parla spesso del modo in cui si allenava e del fatto che si divertiva molto di più che in partita?
"Un marziano. Ma non si allenava sempre al massimo. Se si fosse curato di più fisicamente, avrebbe vinto dieci Palloni d’Oro".

Con l’Inter arriva anche la vittoria nella Coppa UEFA nel 1998. Che ricordo ha di quella vittoria?
"Una faticaccia. Due finali consecutive, una persa e una vinta. Erano partite durissime perché in Coppa UEFA c'erano squadre molto forti quegli anni e vincere un trofeo europeo in quegli anni era qualcosa di enorme. La Lazio fu un po' spocchiosa nei nostri confronti: facemmo una grande partita e al resto ci pensò Ronaldo".

Fresi ha vestito anche la maglia della Juventus dopo le esperienze di Napoli e Bologna. Che esperienza è stata?
"Altalenante. Ero in scadenza, mi hanno preso per completare la rosa. Una domenica facevo gol e quella successiva ero in tribuna. Dovevo restare a Bologna. Col senno di poi, ho sbagliato ma quando ti chiama la Juventus non ci pensi troppo. Naturalmente non ho nulla contro la società e la storia che rappresenta ma non è stata l'esperienza che mi aspettavo, tutto qua".

Cosa si rimprovera, di preciso?
"Non mi sono venduto. Nel calcio devi venderti. Devi curare l’immagine e le relazioni. Io non l’ho fatto. È un mondo fatto in questo modo ma io pensavo solo a fare il mio. Poi potevo curarmi di più fisicamente, allenarmi ancora di più, alimentazione e altri dettagli. Sono arrivato a 7, potevo arrivare a 8".

Sezione: Focus / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 17:44
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.