"Il fermo immagine che più ha animato il venerdì sera calcistico è arrivato dopo i tre fischi dell’arbitro", puntualizza la Gazzetta dello Sport che 'zoomma' sul frame di Inter-Cagliari che ha attirato l'attenzione più di tutti. Mentre il pubblico di San Siro si coccolava la sua Inter, intonando cori pre-scudetto, Cristian Chivu si 'coccolava' Marco Palestra. Foto che ha, come da copione, acceso, per non dire infiammato, le fantasie dei tifosi del Biscione. Così è partita la corsa a chi potesse indovinare meglio il labbiale ben analizzato in ogni dove del dialogo tra i due pizzicato dalle telecamere. Ma quel che sembra è che Marco avrebbe rivolto un "grazie" alle parole di Chivu che, secondo la ricostruzione della Gazza, sembrerebbe aver detto un "sei forte". 

"Due parole, un complimento. Nessuna promessa o appuntamento alla prossima stagione, ci mancherebbe, ma un chiaro segnale di apprezzamento per quello che è stato praticamente l’unico che, nei 90 minuti precedenti, era riuscito a impensierire la sua Inter". Palestra si era già messo parecchio in evidenza, lo sanno bene a Milano, e quella di San Siro è solo l'ultima delle espressioni di un talento che da qui all'estate potrebbe tentare ulteriormente i pensieri di Viale della Liberazione. Il giocatore difatti piace anche in Porta Nuova, dove dovranno adoperarsi per ri-allestire il reparto arretrato in vista della prossima stagione, senza dimenticare le questioni relative agli esterni. Tengono banco, in tal senso la clausola da 25 milioni di Dumfries "e la possibilità di sedersi intorno a un tavolo con qualsiasi club si presenti con un’offerta adeguata per Luis Henrique". Ma tornando a Palestra, "quel piccolo razzo di fascia tutto corsa e razionalità rappresenterebbe un investimento perfetto" per l'Inter. Lo sa, oltre a Chivu, anche Marcus Thuram che a fine Cagliari-Inter è andato a complimentarsi con l'esterno italiano.

Sezione: Copertina / Data: Dom 19 aprile 2026 alle 09:40
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi