Walter Veltroni intervista Gianluca Vialli. E' l'ex attaccante della Sampdoria e della Juventus il protagonista del ciclo di interviste che l'ex segretario nazionale del Partito Democratico realizza ogni settimana per il Corriere dello Sport. Eccone due stralci: 

GLI INIZI - "Quando io ero ragazzo non c’erano la playstation, i social network, la televisione aveva solo due canali. Giocare a calcio era necessario ed era, almeno per i maschi, il modo migliore per occupare il tempo dopo la scuola. A casa mia non c’era grande passione calcistica, mio padre era juventino, ma non militante. Noi siamo cinque fratelli e uno solo era appassionato di football. Per me invece è stata una folgorazione. Ricordo le prime scarpe da calcio, il primo pallone. Ero bambino negli anni successivi ai trionfi dell’Inter e a Italia–Germania del Messico. C’era un grande entusiasmo, attorno al calcio". 

SUI TEMPI ALLA SAMP - "Com’era Boskov? Per me una via di mezzo tra un padre e un amico. A tavola, prima della partita, era capace di decifrare ogni stato d’animo, ogni tensione tra di noi. I cattivi, che non mancano mai, dicevano che Mancini ed io facevamo la formazione. Voglio cogliere questa occasione per smentire. Mi creda, lui ascoltava tutti ma poi faceva come voleva. E voleva bene. Se con lui abbiamo vinto uno scudetto, la Coppa Italia, la Supercoppa, la Coppa delle coppe…

Sezione: News / Data: Sab 02 aprile 2016 alle 15:01
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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