Nell'analisi odierna di Mario Sconcerti pubblicata sul Corriere della Sera si sottolinea la forte differenza tra le reti segnate nella passata stagione e in quella attuale nello stesso periodo della stagione. "Le prime quattro giornate dello scorso anno avevano una media gol di 2,97, già altissima, che restò buona per tutto l’anno e si assestò su un ottimo 2,73 nelle 12 partite equivalenti al nostro dopo lockdown. Oggi siamo sopra di oltre un gol a gara", si legge.

La motivazione, secondo Sconcerti. "E' molto probabile che il calcio del silenzio danneggi i difensori, tolga concentrazione. I movimenti del difensore non sono spontanei, dipendono da quelli dell’attaccante. Sono riflessi di seconda battuta, hanno bisogno del doppio di attenzione. Il pubblico rappresenta il primo giudizio sul gioco, tiene sveglio il difensore, spesso gli indica il pericolo, la geografia dell’avversario. Il silenzio favorisce l’agguato, la sorpresa dell’attaccante".

Sconcerti sottolinea anche un secondo fattore. "Un altro dato importante sempre frutto del virus sono i cinque cambi. Non un problema di vantaggio fisico, penso nei gol incida di più la confusione creata dai tanti cambi. La partita salta, si apre, non ha più regole, solo spinta. E nella confusione si segna molto di più. È un vantaggio? Non credo. Il calcio è sempre relativo a chi lo osserva, contento lui, contenti tutti. L’importanza è nel risultato. Ci sono stati anni in cui segnavamo un gol e mezzo di media ma eravamo felici o infelici lo stesso".

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Sezione: News / Data: Mar 20 ottobre 2020 alle 21:57
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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