In una lunga intervista concessa sul canale Instagram del giornalista Nicolò Schira, Salvatore Esposito, fratello di Sebastiano Esposito e gioiellino del Chievo Verona in prestito dalla Spal, ha avuto modo di soffermarsi anche sul rapporto con l'attaccante dell'Inter: "Siamo legatissimi e i primi tifosi l'uno dell'altro. Ero a San Siro il giorno del debutto in Champions contro il Dortmund: una emozione fantastica, è stato un sogno realizzato per tutta la famiglia. Ti racconto questo: ho sudato più io in tribuna di lui in campo nonostante l'accelerazione che ha fatto in occasione del rigore. È venuto anche lui allo stadio per me in occasione di Chievo-Juve Stabia. Spero tifasse per me, visto che con le Vespe in campo non si sa mai (ride, ndr)". Sul primo gol in A di Seba: "Avevamo giocato a Cittadella e stavo rientrando in macchina verso Brescia con Cotali. Sento rigore, ma penso figurati se lo calcia lui. Invece Cotali mi dice c'è Sebi sul dischetto: così ho frenato in mezzo all'autostrada e guardavo con un occhio chiuso e uno aperto. Al gol non ti dico l'esultanza, meno male che la corsia era vuota sennò ci arrestavano...".

Anche per Salvatore Esposito la crescita nelle giovanili dell'Inter. "È stata una famiglia. Sono arrivato a 14 anni e sono andato via che ne avevo quasi 18. Sono diventato uomo in nerazzurro: ho vissuto anni belli e creato grandi amicizie. Ricordi più belli? I due scudetti vinti. Eravamo uno squadrone: c'erano Bettella, Gavioli, Pinamonti, Merola. Eravamo una famiglia vera in convitto, un blocco super unito tanto che ci siamo ritrovati tutti in nazionale".

In chiusura intervento in diretta di Sebastiano Esposito che punzecchia il fratello Salvatore: "Ultimamente deve aggiustare la mira sulle punizioni", attacca l'interista. "Senti chi parla", la risposta del clivense.

Sezione: News / Data: Dom 29 marzo 2020 alle 21:22
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DaniAlfieri
Vedi letture
Print