news

Ruggeri: “Inter e Milan con proprietà straniere, una cosa tristissima. Gli idoli di oggi? Lukaku e Barella”

Ruggeri: “Inter e Milan con proprietà straniere, una cosa tristissima. Gli idoli di oggi? Lukaku e Barella”

Intervistato da SportWeek, settimanale de La Gazzetta dello Sport, Enrico Ruggeri, noto cantante di fede interista, racconta anche quando è nata la sua passione per l'Inter: "Da bambino, naturalmente. Il mio papà era...

Stefano Bertocchi

Intervistato da SportWeek, settimanale de La Gazzetta dello Sport, Enrico Ruggeri, noto cantante di fede interista, racconta anche quando è nata la sua passione per l'Inter: "Da bambino, naturalmente. Il mio papà era interista, ma di quelli tiepidi. Neanche andava allo stadio. In quegli anni c’erano due grandi squadre, l’Inter di Herrera e il Milan di Rocco e io, non so se per amore di figlio o per altro, mi sono subito avvicinato ai colori nerazzurri".

L'IDOLO - "Mazzola. Ma erano gli Anni '60, quelli della Grande Inter, quelli della formazione mandata a memoria: Sarti, Burgnich, Facchetti… Giocatori irripetibili, e non erano rose da ventotto giocatori come oggi, ma da tredici o quattordici al massimo".

L'IDOLO DI OGGI - "Devo citarne almeno due: Lukaku, uomo-squadra, una sorpresa in questo senso per il cuore che ci ha messo. Poi Barella, che è un predestinato. È veloce, contrasta, tira da fuori, insomma canta e porta la croce: ha un futuro da numero uno".

INTER E MILAN CON PROPRIETÀ STRANIERE - "Una cosa tristissima. Quando ero ragazzino il presidente dell’Inter era Ivanoe Fraizzoli. Aveva un bellissimo negozio in via DeAmicis, a Milano, in cui vendeva uniformi militari, abiti talari, cose così. Noi ragazzi ci affacciavamo alle vetrine e vedevamo proprio lui, Fraizzoli, alla cassa. Lì, alla portata di tutti, non solo metaforicamente. Un altro di questa pasta era Ernesto Pellegrini, al quale proprio Fraizzoli vendette in lacrime il club dicendo: “Il calcio è cambiato”. Oggi chi è il padrone dell’Inter? Boh. Un ragazzo cinese che risponde a una holding, che risponde a sua volta a un’altra? Quando ho visto che il derby veniva trasmesso alle 12.30 per mandarlo in diretta in Cina, coi nomi dei giocatori scritti in cinese ho capito che si era chiusa un’epoca. Lo dico a denti stretti: invidio la Juve, che negli Agnelli conserva una famiglia italiana di riferimento, come Moratti e Berlusconi erano per Inter e Milan".