Niente da fare per la Lazio, che deve arrendersi all'Inter anche nella finale di Coppa Italia. Maurizio Sarri, allenatore biancoceleste, esprime la sua amarezza non solo sulla gara di questa sera ai microfoni di Sport Mediaset: 

Tanto rammarico pensando agli errori che hanno determinato l’andamento della finale.
“Chiaro, abbiamo preparato la partita abbassando il livello della pressione nel primo tempo perché loro perdono di aggressività nella ripresa. Purtroppo in un primo tempo molto ordinato gli abbiamo regalato i due gol, poi è diventato tutto più difficile. Abbiamo avuto anche le palle gol per riaprirla ma non ci siamo riusciti. Consapevoli che loro sono più forti, ma poteva andare in modo diverso”.

Che stato d’animo ha lei ora per il futuro?
“Del futuro mi importa zero, penso sia in discussione da ambo le parti. Mi spiace per i ragazzi che hanno vissuto un momento difficile, mi spiace per il pubblico che è tornato numeroso. Abbiamo trovato una squadra forte, con la complicità nostra hanno vinto meritatamente”.

Rovella dal primo minuto era ipotesi plausibile?
“Pensando ad una partita lunga no, si sta allenando da dieci giorni e non è in grado di garantirci spezzoni così lunghi. Speravo nei 120 minuti, però Patric ha avuto un indurimento al polpaccio e abbiamo deciso di sostituirlo”.

Lazio remissiva dopo l’1-0, per il derby si aspetta di rivedere la sua squadra e chiudere il suo percorso in modo diverso?
“La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti perché loro col portiere ci infilano costantemente. Poi se subisci su calcio d’angolo e consegni palla all’avversario ha poco di tattico, il secondo tempo è stato a viso aperto ma quella di non giocare a viso aperto è stata una scelta”.

Sull’orario del derby che sensazioni ha?
“Io ho la sensazione che domenica non vengo, giocano loro. Lunedì vengo. Il casino viene dagli errori fatti dalla Lega, ora devono rimediare loro. Se fossi il presidente non presenterei la squadra, tanto è uguale; ci prendiamo un punto di penalizzazione ed è chiusa”.

È arrabbiato?
"No, sono logico. Nessuno si è scusato dell'errore, il mio lavoro è fare 3-4 errori all'anno. Si può rimediare facendo passare per normale il giocare alle 12.30, ma giocare alle 12.30 a maggio una partita che vale 80 milioni non è calcio". 

Sezione: L'avversario / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 23:41
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.