Dopo aver depositato la sua candidatura ufficiale al ruolo di Presidente FIGC, Giancarlo Abete parla ai cronisti presenti facendo il punto della situazione. Ecco alcuni dei passaggi principali: "Come avevo anticipato, l’ho fatto perché inizi una fase di dibattito e di discussione sui contenuti dei documenti programmatici, in modo tale da fare il percorso giusto. Prima parlare dei problemi e poi delle persone. Giovanni Malagò in vantaggio? Si evolve anzitutto andando a confrontarsi sui contenuti dell’attività che andrà a essere svolta. Il vero rischio del mondo del calcio, al di là della qualità delle persone, perché non serve che io dica di che qualità sia Malagò, è individuare le persone ma non i programmi condivisi. Il presidente Gabriele Gravina ha detto chiaramente che il quadro normativo attuale determina un blocco sulle decisioni della Lega di A, un diritto di intesa per tutte le decisioni delle altre leghe. È un sistema che ha un livello di ingessatura notevole, poi c’è da confrontarsi con Parlamento e governo per le politiche che si vogliono attuare. Al di là della durata lunghissima di questa campagna elettorale, si inizierà a discutere realmente dei problemi”.

C’è la possibilità di ritirarsi in corso d’opera?
“Non è un problema che prendo in considerazione. Presento una candidatura, l’ho detto già dal 13 aprile, subito dopo l’indicazione della Lega Serie A nei confronti di Malagò: l’ho ritenuto giusto e doveroso per poter parlare dei contenuti. Poi entreremo nel merito, verificheremo se ci sono punti di intesa. Ma questo è tutto di là da venire. Intanto la candidatura c’è”.

Avrebbe gestito meglio il caos derby di Roma?
“Mi si riconosce una certa prudenza e una certa anzianità di servizio. Non è mia abitudine dare giudizi, figuriamoci tranchant: capisco sia poco attrattivo e l’ho sempre saputo, ma non fa parte delle specialità della casa”. Ma un’idea non se l’è fatta? “Avendo io l’abitudine di ritagliare i giornali, stamani mi sono ritagliato decine di pagine per approfondire il problema. Vuol dire che ha occupato pagine intere”.

Lei è ottimista?
"Ma io sono espressione di una continuità, anche significativa, all’interno del mondo della Federazione, che non è basata su poteri forti, ma su un certo tipo di coerenza e di comportamenti, alcune idee creative sono nate in Lega Pro quando io ero presidente. Io lavoro sui contenuti, sui comportamenti e sulla tutela delle componenti più deboli. Non sono mai stato espressione di poteri forti. Sono sereno e fiducioso”.

Sezione: News / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 14:10 / Fonte: TMW
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.