La Lazio incontra l'Inter per la seconda volta nel giro di pochi giorni. Dopo la sfida di campionato di sabato, però, questa sera all'Olimpico c'era in palio un trofeo. Intervenuto in conferenza stampa, il tecnico Maurizio Sarri commenta la finale di Coppa Italia che ha visto la sua squadra perdere contro l'Inter. Di seguito le dichiarazioni riprese dall'inviato a Roma di FcInterNews.it. 

Oggi è sembrata la fotocopia di sabato. Si aspettava altro?
"Fotocopia assolutamente no, sabato la differenza è stata più grande. Non prenderli alti all'inizio è stata una scelta, sabato l'abbiamo fatto e ci hanno infilato con facilità. Abbiamo fatto un primo tempo più contenuto, loro iniziano con aggressività che poi non possono tenere per 90 minuti: volevamo alzare il baricentro nel secondo tempo. Abbiamo fatto due regali ed è saltato tutto: potevamo riaprirla ma abbiamo sbagliato, poi abbiamo perso contro una squadra molto più forte di noi". 

Molti tifosi vorrebbero ringraziarti per le parole al Quirinale. 
"Ho l'abitudine di conivolgermi negli ambienti in cui vivo. In alcuni mi sono sentito parte integranti, in altri meno: la Lazio fa parte del primo gruppo. Per me è normale sentirmi laziale. Da altre parti non mi sono sentito uno di loro". 

Per il secondo anno consecutivo la Lazio non andrà in Europa.
"Siamo in una fase in cui servirebbe far bene in Italia, non possiamo volare con la fantasia. Bisogna rifare un bel campionato, altrimenti non c'è soluzione". 

A inizio partita ha abbracciato ogni giocatore. Il gruppo può essere decisivo per proseguire qui?
"Il gruppo ha qualità mentali, ma va innescata un po' di qualità tecnica perché qualcosa manca per essere competitivi". 

Ha già capito che corde toccare per il finale di stagione e per il derby?
"Ho sempre detto che il nostro obiettivo era fare 30 punti nel girone di ritorno, siamo a 26. Vediamo come ne usciamo mentalmente, non è facile perché sono distrutti. Spero che in 48 ore possano avere un'altra mentalità. Perdere le finali fa male, ma abbiamo fatto un grande percorso. L'Inter ora è la più forte in Italia, viene da due finali di Champions in tre anni... è anche tra le più forti d'Europa, si può dire". 

Cosa lascia questo percorso? 
"La squadra non è quella di inizio stagione, ma due ko consecutivi daranno qualche ripercussione. Giochiamo da tanto senza un obiettivo di classifica, quindi il percorso non è stato semplice ma i ragazzi sono diversi in meglio rispetto a inizio stagione. Dobbiamo restare 'in tiro' anche per il finale di stagione". 

Sezione: L'avversario / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 23:57 / Fonte: Dall'inviato a Roma
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.