L'Inter è stata la prima vittima del nuovo protocollo Var. L'arbitro Mariani ha visto (male) e deciso in tre occasioni, sfavorendo i nerazzurri: rigore molto dubbio concesso al Sassuolo, uno probabile non fischiato su Icardi e uno enorme non concesso ad Asamoah. Tre episodi, quasi tre errori e nessuna possibilità di intervento di Valeri in sala Var. Diciamo che le nuove direttive vanno in chiara controtendenza con la stagione passata, che pure era stata promossa a pieni voti dai vertici arbitrali. E allora perché questo passo indietro? Non che servisse il Var per vedere meglio al Mapei Stadium, ma di certo avrebbe corretto gli errori macroscopici dell'arbitro laziale.

"Nonostante i regolamenti, alla fine è sempre questione di punti di vista - sottolinea la Gazzetta dello Sport -. Qual è domanda che si pone il Var nei secondi concitati in cui deve decidere se suggerire o meno al collega la revisione video? «La sua decisione era chiaramente sbagliata?». Qual è la domanda che in quegli stessi secondi si fa un tifoso, allo stadio o a casa, mentre riguarda le immagini? «La sua decisione era chiaramente giusta?». Sulla voglia di trasparenza, evidentemente, tutti d’accordo. Ma sono opposti gli approcci a quella che si candida a diventare la questione calcistica della stagione, e in mezzo c’è un mare di sfumature di grigio dove hanno uguale dignità il potere degli ufficiali di gara di autoassegnarsi un errore e di stabilirne pure l’entità; e il diritto dei tifosi di chiedersi se senza ombra di dubbio – anche queste sono parole chiave – l’arbitro abbia preso la decisione corretta. I regolamenti sono chiari e vanno rispettati, ma lasciano margini più o meno ampi alle interpretazioni, quindi a discussioni, dibattiti, polemiche".

"Il bilancio che il designatore di A Nicola Rizzoli ha fatto delle prestazioni dei suoi ragazzi è altamente positivo: buoni arbitraggi, corretto e uniforme utilizzo del Var - assicura la Gazzetta -. Ai suoi occhi, discutere di interpretazioni, valutazioni, sfumature di grigio, suona perfino blasfemo. C’è un protocollo, va rispettato. E se si comincia a metterlo in dubbio – sussurrano – il campionato «finisce a gambe all’aria»". Ma intanto , invece di andare avanti, si torna indietro. E Luciano Spalletti è stato il primo a provare sulla propria pelle questo passo del gambero. Cui prodest?

VIDEO - SASSUOLO-INTER 1-0, RABBIA E DELUSIONE PER TRAMONTANA

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 21 agosto 2018 alle 10:55 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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