Steve Palkin, Ceo dello Shakhtar Donetsk, parla alla Gazzetta dello Sport a poche ore dalla sfida contro l'Inter allo stadio Meazza. "Cosa portiamo in campo? La storia del calcio ucraino. Ora noi siamo l'Ucraina. Qui ci sono guerra e sofferenze ma possiamo regalare qualche emozione positiva anche solo per novanta minuti".

Dal 2014 lo Shakhtar Donetsk gioca lontano dal suo stadio. "Non abbiamo una casa da tempo ma un'identità sì. Per noi giocare in stadi pieni però è un'ulteriore spinta e anche qualcosa in più. Magari qualcuno si è stancato di sentir parlare di noi, della guerra... Ma non possiamo chiudere gli occhi davanti alla Russia che continua a uccidere i nostri figli, le donne, i soldati, la nostra nazione. Noi dobbiamo essere visibili e capiti da tutti. Non possiamo fermare la guerra ma possiamo mandare un messaggio forte e chiaro per supportare l'Ucraina. La sfida con l'Inter? Ora è in una posizione in cui è costretta a vincere e giocando in casa sarà ancora più motivata. Sarà molto difficile ma noi siamo pronti. Mkhitaryan? È una grande persona e un professionista top. Me lo ricordo bene quando era qui, i tanti gol che ha segnato, come si allenava, gli sforzi. Non mi ha sorpreso che abbia continuato a fare una carriera brillante".

Sezione: Rassegna / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 11:02
Autore: Antonio Di Chiara
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