La Gazzetta dello Sport prova oggi ad individuare tre possibili cause per le problematiche avute dall'Inter in questo avvio di stagione, almeno in Champions League. Il primo, più evidente, è la fase difensiva, che non è stata perfetta nemmeno in Serie A, nonostante il primato. Nove gol subiti con una media di 1,29 a gara. La più battuta tra le big. "La differenza è causata dal nuovo atteggiamento, la linea difensiva mantenuta più alta. Intento lodevole, ma con effetti collaterali perché scarseggiano i difensori veloci, bravi a recuperare un avversario lesto a lanciarsi nei vuoti che si creano. Bisseck è l'unico competitivo in campo aperto, gli altri negli spazi arrancano".

Il secondo elemento è il possesso palla prolungato. Il gol di Thuram a Bologna è arrivato dopo una lunga rete di passaggi, ma in Europa quella trama sarebbe probabilmente stata rotta in precedenza. "Un dato relativo alle partite di Serie A prima della sosta per la Nations diceva che l'Inter mantiene il possesso in media per quasi 14 secondi. Un'eternità, con i canoni di oggi. L'Inter è rimasta un po' ferma. In Serie A produce una enorme mole di passaggi, le statistiche della Lega gliene attribuiscono 4.511 complessivi, 221 in più del Como, secondo in questa classifica. Il giro-palla di Cesc Fabregas è però più dinamico, immediato e diretto".

Terzo dato: l'attacco. Sebbene i nerazzurri segnino molto, 21 reti in 7 giornate di Serie A staccando la Roma seconda a 16, il raccolto è minore rispetto a quanto creato ed è un dato che si vede soprattutto in Champions, nonostante 4 reti a segno. "Nelle due euro-partite, gli XG, i gol attesi, calcolati in base alla qualità delle occasioni create, sono stati quasi due a Madrid (1,88) e quasi quattro con il Bruges (3,93). Se l'Inter avesse rispettato gli XG, avrebbe pareggiato per 2-2 al Bernabeu e per 4-4 a San Siro. In tutti e due i casi aggiungiamo un forse, perché va precisato che gli XG del Real e dei belgi sono stati maggiori (2,91 per gli uni e 4,29 per gli altri)".

Sezione: Rassegna / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 09:10
Autore: Antonio Di Chiara
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