Lunga, bella, dettagliata e interessante intervista concessa dal tecnico nerazzurro Walter Mazzarri al Corriere dello Sport. Al microfono del giornalista Andrea Ramazzotti, il mister ha trattato svariati argomenti del mondo del calcio: l'Inter che sta nascendo, la voglia di rilanciare Guarin, di consacrare Kovacic, le rivali in questa Serie A e il momento difficile del calcio italiano. Non mancano considerazioni circa il proprio passato a Napoli, con un Pandev - da poco passato al Galatasaray - che ha esaltato il lavoro di coach WM sminuendo quello di Benitez. Tra tattica e nuovi acquisti, l'allenatore si concede in questa bella chiacchierata.
UFFICIO - "Dentro qui passo anche dieci o dodici ore al giorno. Devo ringraziare Mourinho che ha creato questo ufficio, l’habitat ideale per lavorare. Qui sto bene. Con i giocatori? Non faccio il nome, ma una volta lo scorso anno un calciatore è venuto qua pensando di non poter giocare la partita successiva perché non era fisicamente al top. Gli ho detto con risolutezza quello che pensavo, che la squadra e io avevamo bisogno di lui. E’ sceso in campo e ha fatto bene".
RANOCCHIA - "Altre confessioni? Mi ricordo quando al termine del mercato di gennaio Andrea è entrato qua. Era rimasto dopo essere stato a un passo dal trasferirsi in un’altra squadra (il Galatasaray, ndr): abbiamo parlato a lungo e dopo quel colloquio ha trovato la fiducia per fare molto bene e per sfiorare i Mondiali. Da lì, insieme alla società, è nata l’idea che potesse diventare il nuovo capitano dell’Inter".
GUARIN - "Ho sempre parlato con lui e non abbiamo mai avuto problemi. Sarà impiegato come seconda punta, come giocatore offensivo, perché in questo ruolo rende al massimo e può essere determinante per la squadra. Ci siamo confrontati sul tema ed è d’accordo con me. Mi fanno piacere le parole del suo agente (Marcelo Ferreyra disse che il giocatore, insieme a WM, potrà ottenere performance importanti, ndr). Quest’anno spero che le partite siano tante e vedrete che ci sarà spazio per tutti. Anch’io ho fiducia in Fredy e sono certo che saprà ripartire con la giusta testa dimostrando le sue qualità. Quando faccio la formazione non guardo i nomi, ma le prestazioni e gli allenamenti. Chi merita, gioca".
QUARTO OFFENSIVO - "Il presidente Thohir aveva dato il suo ok all’acquisto (in prestito gratuito, ndr) di un altro giocatore offensivo, ma abbiamo Osvaldo, Icardi e Palacio che possono fare tutti il centravanti, Guarin che intendiamo sfruttare e in più ci sono Hernanes e Kovacic che dietro una o due punte ci garantiscono qualità. Un’altra seconda punta potevamo prenderla, ma la rosa sarebbe diventata troppo numerosa e ci sarebbe stato il rischio di togliere spazio a Guarin, Hernanes o Kovacic".
RILANCIO - "Confido nelle motivazioni di calciatori che, per ragioni diverse nell’ultimo anno, non hanno brillato. Il loro valore non si discute e con il lavoro e l’organizzazione della squadra pensiamo di farli tornare al massimo".
OSVALDO - "È un giocatore che ho sempre voluto perché come caratteristiche mi piace molto. Con il Napoli tutti gli anni abbiamo pensato a lui, ma non c’è mai stata la possibilità di averlo. Reti? Non parlo di numeri. Confidiamo nelle sue doti e speriamo di riportarlo al top".
MEDEL-M'VILA - "Il cileno darà equilibrio tattico. Ho intenzione di schierare più giocatori di qualità possibili e, siccome questi sono meno dediti alla fase difensiva, Medel sarà importantissimo. Yann? La voglia e l’entusiasmo di capire tutte le nuove indicazioni tattiche non gli mancano. Ha spirito di sacrificio perché vuole ritrovare una buona condizione atletica dopo un paio d’anni in cui non riusciva ad esprimersi al top".
DODO' - "Il ragazzo ha margini di miglioramento importanti e speriamo che possa fare quello che hanno fatto gli altri. Dipenderà da lui".
VIDIC - "La personalità del campione, del giocatore di spessore che ha militato in un grande club. E’ un top player".
L'INTER DI WM - "E’ un’Inter che mi somiglia di più anche perché essere qua lo scorso anno mi è servito per conoscere, oltre ai giocatori, la mentalità e la grande passione del popolo interista. E comunque nella scorsa stagione abbiamo centrato l’obiettivo del ritorno in Europa che non era affatto scontato".
EUROPA LEAGUE - "Un problema in più? No, cambieranno i sistemi di allenamento e ci sarà meno tempo di lavorare sul campo. Sarà un vantaggio avere tanti elementi che c’erano lo scorso anno e che conoscono le mie idee".
SOLUZIONI TATTICHE - "Faccio una premessa: lo stesso modulo cambia a seconda dei giocatori che lo interpretano (prende un taccuino e inizia a disegnare schemi, ndr). Il 3-5-2 può essere bloccato o spinto a seconda degli interpreti. Vi faccio qualche esempio. Quando lo scorso anno mettevo come mezzali Kuzmanovic e Taider con Cambiasso centrale la propositività della mediana era diversa rispetto a quando avevamo Kovacic e Hernanes ai lati di Cambiasso. E poi gli esterni: Jonathan è quasi un’ala e in fase di possesso lui e l’altro laterale si allineano ai due attaccanti in una sorta di 3-1-2-4. A volte con questo modulo più aggressivo facciamo fatica a trovare le giocate perché gli avversari si chiudono e ci imbottigliamo da soli. Per questo dico che dovremo essere bravi a migliorare nelle ripartenze: a Torino ne abbiamo sprecate un paio".
DIFESA A QUATTRO - "Se non ci fossero stati i Mondiali e gli arrivi scaglionati dei giocatori avrei potuto lavorarci di più. La difesa a quattro non va improvvisata, ma necessità di movimenti che i calciatori devono metabolizzare con il tempo. Ci alleneremo per metterla in pratica sapendo però che di tempo per allenarci tutti insieme ne avremo poco. L’acquisto di Medel, nell’ottica dell’utilizzo della linea a quattro, è importante e, tornando alla domanda iniziale, vi confermo che vedrete un’Inter che alternerà il 3-5-2, il 3-4-2-1, il 4-3-2-1 e il 4-3-1-2. Io non ho preconcetti sui moduli: possono essere tutti validi se i giocatori sono bravi e se l’organizzazione è buona. La scelta del modulo va fatta in base alla squadra che si ha a disposizione. Tra gli allenatori attuali della Serie A sono quello che punta sulla difesa a tre da più anni e il fatto che altri, anche all’estero, la stiano scegliendo, mi dà soddisfazione. La Juve del resto ha vinto tre scudetti di fila giocando a tre dietro".
CONTE - "È venuto qua ad Appiano e abbiamo chiacchierato a lungo. Ci siamo fatti l’in bocca al lupo reciproco e lui sa che io, come tutti gli allenatori delle altre squadre di Serie A, mi metterò a sua disposizione per favorirne il lavoro".
RIVALI - "Le prime tre in classifica dello scorso campionato rimangono davanti a tutti. Alle loro spalle vedo un torneo equilibrato. Il Milan si è rinforzato molto e quest’anno non avrà le coppe europee. Per le prime tre potrà essere un avversario temibile come noi, la Fiorentina e la Lazio. Senza dimenticare il Parma e il Torino, che sono state competitive nella passata stagione, e le possibili sorprese. La Roma è una grande squadra. Ha investito tanto sul mercato e ha un bravo allenatore che fa giocare bene i suoi uomini".
TOTTI - "È uno dei più grandi di tutti i tempi e ogni tecnico vorrebbe avere un campione come lui in squadra. E’ un esempio di... immortalità calcistica".
PANDEV, ATTACCO A BENITEZ - "Ogni riconoscimento al mio lavoro è bello, soprattutto se arriva dai calciatori. Pandev veniva dall’Inter del Triplete e nel nostro gruppo si è trovato bene. Non può essere un caso... Le sue parole mi hanno fatto piacere".
DE LAURENTIIS - "Addio al Napoli? Non c’è stata più l’occasione di rivedersi o risentirsi. Perché non dovrei stringergli la mano? Sarebbe assurdo non salutare un presidente con cui abbiamo vissuto quattro anni di successi insieme. Con noi il Napoli è diventato grande. Abbiamo centrato due anni la Champions e la prima stagione abbiamo affrontato la Coppa con quasi tutti giocatori esordienti. Nonostante questo siamo stati eliminati, in maniera rocambolesca e ai supplementari, dal Chelsea che poi si è laureato campione d’Europa".
RAPPORTO CON GLI INTERISTI - "A me piace parlare poco di me. Guardatevi quello che hanno detto i giocatori (grandi complimenti da Juan Jesus, Kovacic, Ranocchia ed Hernanes, solo per fare alcuni esempi, ndr): credo che certi concetti la gente li recepisca e non a caso anche negli ultimi giorni ho avuto belle dimostrazioni d’affetto. Quanto mi sento interista? Tanto perché ho conosciuto l’ambiente e i colori nerazzurri mi sono entrati nel cuore. Sarò il tredicesimo uomo in campo, dopo i tifosi".
DERBY D'ITALIA - "Ho notato che i tifosi sentono particolarmente la sfida contro i bianconeri che non a caso è chiamata il derby d’Italia. Giocheremo ogni incontro al massimo, senza dimenticare però che la sfida con i bianconeri per la nostra gente ha un sapore particolare".
THOHIR - "Abbiamo un rapporto ottimo e vi assicuro che finora è stato il presidente ideale con cui lavorare e confrontarsi in modo propositivo. Abbiamo avuto il tempo di conoscerci e il rapporto è cresciuto nel tempo. Adesso abbiamo un progetto comune che negli anni ci permetterà di costruire una grande Inter".
PROGETTO - "Siamo all’inizio. Finora le cose sono state fatte in base a certi parametri economici. La società ha operato come doveva e nel miglior modo possibile. Siamo tutti impegnati nella ristrutturazione, nel ringiovanimento e nel rilancio dell’Inter. Io sul campo, i dirigenti fuori".
GIOVANI - "Mi arrabbio sempre quando nel mondo del calcio viene stravolta la realtà con affermazioni come 'Mazzarri non ama lavorare con i giovani'. La mia storia di allenatore testimonia l’opposto e sono sempre stato considerato un tecnico che migliora i giovani perché sono partito dal settore giovanile e perché credo di saper insegnare calcio. Alla Reggina ho fatto esordire una quindicina di ragazzi, ma anche alla Sampdoria e al Napoli ho lanciato o ho valorizzato elementi che in A non avevano mai fatto mai bene come con me".
KOVACIC - "Sono contento che abbia capito il lavoro che ho fatto. Se mi ascolterà, crescerà ancora. A chi lo paragonerei? Non ci sono mai due giocatori uguali e non voglio fare paragoni per non caricarlo di ulteriori responsabilità. Lui deve pensare solo a lavorare e a crescere".
CALCIO ITALIANO - "Crisi uguale a quella del nostro Paese ed è principalmente di natura economica. Come nella vita di tutti i giorni, anche nel calcio ci sono periodi di vacche magre ed è necessario lavorare dieci volte di più per tornare in alto. Quando non ci sono risorse bisogna aguzzare l’ingegno e puntare sull’organizzazione. Il fatto che Balotelli, Immobile e Cerci abbiano lasciato l’Italia è una conseguenza di quello che ho detto. Le società non possono permettersi di dire di no a certe offerte, ma il nostro calcio saprà rilanciarsi. Ne sono sicuro".
Autore: Francesco Fontana / Twitter: @fontafrancesco1
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