Una vittoria bella, che se non sa di ipoteca sullo Scudetto odora comunque di bellezza. Dopo un magnifico secondo tempo, l’Inter schiaccia la Roma e si tiene stretto il primato in classifica in un momento cruciale della stagione. Questo il primo commento del tecnico interista Cristian Chivu ai microfoni di DAZN, dove debutta con un piccolo show: “Di cosa parlavo? Prima volevo sapere se i parrucchieri sono aperti domani, poi ho chiesto se potevo togliermi la giacca… Sono inguardabile, ho il casco di nuovo in testa”.

Dal terzo gol segnato da Lautaro la partita è cambiata, lei lo ha capito esultando con la squadra.
“Era quello che ho chiesto all’intervallo e lo abbiamo fatto molto bene, segnando due gol subito dopo. La squadra dà segni di maturità come sempre, magari di recente ha avuto dei momenti dove ha speculato un po’ di più, cosa che non dovevamo fare; ma oggi ci siamo presentati con la voglia di essere dominanti e chiudere la partita”.

Hai fatto qualcosa di straordinario, dando un gioco alla squadra e migliorando certe caratteristiche. E nel primo momento negativo hai tenuto botta emotivamente. L’abbraccio dei giocatori oggi è stata una ricompensa. Ora chiedo: qual è stato il problema dopo i primi 15 minuti?
“Per me andare a prendere la Roma non è semplice perché ti svuota in mezzo al campo, un mediano va in costruzione e l’altro ruota fuori. Poi hanno tripla ampiezza ed eravamo preoccupati dalla giocata su Malen. Calhanoglu giocava un pelino più basso per le richieste dei compagni e faticava su Pisilli. Un po’ di coraggio nella ripresa lo abbiamo avuto perché abbiamo rotto le linee scivolando più veloci e andando avanti col nostro play. Abbiamo contenuto il palleggio della Roma, nel primo tempo siamo mancati forse nell’aggressività perché facevamo le corse più lente anche perché quando dai tempo e spazio ai loro giocatori con la loro mobilità loro sono bravi con i due mediani a buttarsi negli spazi e a giocare sulle punte. Abbiamo contenuto un po’ di più, siamo stati più aggressivi e abbiamo conteso di più la palla. Abbiamo fatto un ottimo secondo tempo sotto questo aspetto”.

In Italia c’è un clima pesante intorno al nostro calcio, non solo intorno all’Inter ma anche alla Nazionale. Come si può migliorare questo clima tossico?
“Io non ho la bacchetta magica, quello che so è che siamo tutti colpevoli di quello che succede nel nostro calcio: allenatori, giocatori, giornalisti a volte, mondo social. A volte piace esaltare le cose negative, invece il calcio dovrebbe essere sempre un gioco, dal settore giovanile dove sono stato qualche anno e succedono cose che ti stupiscono. Siamo tutti colpevoli, dobbiamo cambiare l’approccio a questo bellissimo gioco che fa innamorare bambini e tifosi, quelli che amano la maglia e non quelli che gufano e spalano qualcosa che non si può dire”.

Felicissimo di aver ritrovato Lautaro?
“Sì, come sono felicissimo di Thuram che ha fatto gol e assist, di Barella che ha segnato, di Dumfries che ha fatto un ottimo secondo tempo. Ma vale lo stesso anche per Frattesi, Diouf, Luis Henrique, quelli che non sono scesi in campo”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 05 aprile 2026 alle 23:33
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.