Romelu Lukaku è il protagonista di una lunga intervista realizzata nella giornata di giovedì da 'Tiki Taka'. Intervistatore d'eccezione, insieme a Pierluigi Pardo, è Christian Vieri, con il quale il belga spazia tra diversi argomenti. Si parte dalla clip con cui il club nerazzurro, la scorsa estate, ha presentato l'ex United come gigante che cammina tra le strade di Milano: "Mi piace molto questa idea, mi piace anche il nome 'gigante buono' perché io rispetto tutti - dice Big Rom -. Da dove nasce il rapporto con Conte? In una partita amichevole tra la Nazionale italiana e quella belga a Bruxelles: mi ricordo che gli azzurri giocavano con Pellè ed Eder. Il primo ebbe tre occasioni per fare tre gol in pochi minuti, da lì pensai che l'idea di gioco di Conte mi piaceva, ho pensato che mi sarei divertito con lui come allenatore. Fa un gioco che mi piace molto. Abbiamo parlato, mi ha detto che avrebbe allenato il Chelsea, la squadra in cui ho giocato da giovane, l'estate successiva. E che ci saremmo trovati a lavorare insieme un giorno o l'altro, se ci fosse stata la possibilità".  

L'impatto sulla Serie A. 
"La Serie A è un campionato differente da quelli in cui ho giocato, qui i difensori sono i migliori d'Europa. Anche gli allenamenti sono differenti qui, si punta molto sul fisico. I primi due mesi sono stati difficili ma pensavo sempre al futuro, a quello che potevo diventare: sono giovane e voglio lavorare ancora di più per migliorare. In Inghilterra molte partite sono simili, qui ogni sfida è diversa, puoi non vincere anche gare in cui concedi solo un’occasione come è successo a Firenze e a Lecce". 

Il derby.
"È stata una grande emozione. Giocare in Italia e nell'Inter era un sogno per me. La prima finale che ho visto da piccolino è stata Inter-Lazio, la finale di Coppa Uefa 1998. Volevo giocare nell’Inter, perché ho sempre ammirato i suoi grandi attaccanti: Ronaldo, Vieri e Adriano".

L'idolo Adriano.
"Lui era forte, aveva un grande sinistro e quando giocavo alla Play Station lo sceglievo perché con lui facevo gol facili da metà campo (ride ndr)".

Sei simile a Vieri, hai mai visto il gol che ha segnato contro il Parma?
"E' un bel gol, questo è uno dei più belli. Ne ho fatto uno simile col Sassuolo quest'anno".

Il meglio di Lukaku deve ancora venire?
"La mia mentalità è quella di cercare di migliorare sempre. A 26 anni non sono ancora al top. È più importante lavorare ogni giorno per cercare di migliorare le cose che so fare meno bene".

Il feeling con Lautaro. 
"Prima di arrivare ho visto un'amichevole dell’Inter ad Appiano Gentile. Ho notato subito il modo in cui giocava e come si muoveva Lautaro, Ho pensato che se avessimo giocato bene insieme avremmo potuto aiutare la squadra. Quando sono arrivato l'ho chiamato e siamo diventati subito amici, anche perché io parlo anche lo spagnolo e in campo comunichiamo così".

La lingua italiana.
"L'ho imparato ascoltando le telecronache della Serie A, mentre guardavo le partite di mio fratello​​​.​ La vita qui in Italia è bellissima, io e la mia famiglia stiamo bene a Milano. C'è stato qualche episodio di razzismo? Mi è capitato solo allo stadio, ma spero sia stata la prima e l’ultima volta. La campagna BUU Brothers Universally United dell'Inter è molto bella e io continuerò lottare perché il calcio in questo Paese è importante e noi giocatori dobbiamo impegnarci per migliorarlo".

L'esultanza con l'inchino.
"Quando sono arrivato a Milano c'erano tantissimi tifosi già a Linate ad aspettarmi, mi hanno fatto sentire grande affetto e amore. Per questo mi inchino a loro, per ringraziarli".

VIDEO - ERIKSEN ATTESO IN SEDE, TIFOSI IN DELIRIO A MILANO

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 28 gennaio 2020 alle 00:44
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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