Florentino Perez lo avrebbe voluto per sostituire Julen Lopetegui, e l'offerta era di quelle allettanti. Eppure Antonio Conte disse no a 12 milioni l'anno e disse no al Real Madrid. Motivo? Mancava l'accordo sul progetto tecnico. Per questo motivo, la Gazzetta dello Sport oggi spiega che l'ex manager del Chelsea è in attesa dell'occasione giusta, senza ansie. Le richieste economiche restano altissime (oltre 11 milioni di euro l'anno), ma l'aspetto preminente rimane il progetto. Conte intende sposare un club che gli garantisca di poter lavorare per vincere, ma a modo suo.

"E attenzione: Conte non pone come «conditio sine qua non» la partecipazione alla Champions o anche solo all’Europa League. Conta davvero unicamente il progetto, e la possibilità, secondo il diretto interessato, di poter andare in battaglia con armi serie, all’altezza della situazione, per poter crescere e vincere da subito - puntualizza la Gazzetta -. In questo senso, allora, non vanno considerati fuori dai giochi Milan e Roma, club sicuramente oggi con meno appeal rispetto a Juve e Inter (per varie ragioni, anche di fair play finanziario). Pur restando molto prudenti nel dare per spacciato Luciano Spalletti - uno che sta dimostrando di saper fronteggiare alla grande anche le peggiori bufere - in Italia il nome di Conte è spesso accostato all’Inter. E in effetti trattasi di pista seria, a maggior ragione con l’ingresso in nerazzurro di Beppe Marotta. Zhang Jindong e il figlio Steven apprezzano Conte già da prima dell’ingaggio di Spalletti, e Antonio non ha mai negato la sua teorica disponibilità a prendere in mano un progetto che sulla carta, con l’ammorbidirsi dei paletti imposti dal fair play finanziario, si annuncia ancora più serio e solido. Il passato bianconero? Sull’argomento giova ricordare quanto detto da Antonio quando ancora allenava la Juve: «Siamo professionisti e un concetto deve essere chiaro: io alleno la Juve, sono tifoso della Juve, ma se un domani dovessi allenare Milan o Inter sarebbe lo stesso. Diventerei il primo tifoso dell’Inter, del Milan, della Roma o della Lazio... Io sono il primo tifoso della squadra che alleno». Parole coraggiose, pronunciate a Vinovo, in piena «guerra» Juve-Inter".

Insomma, l''opzione Inter appare quella più credibile, sebbene non si possa scartare un clamoroso ritorno alla Juventus. Estero? Decaduta la pista United, resta in piedi la possibilità del Bayern. Mentre sfuma la pista che conduce al Psg.

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Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 11 Aprile 2019 alle 08:15 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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