“Chiedete al mio procuratore, ma al momento non sono stati fatti passi avanti”. Si chiude così, in modo glaciale come lui quando è in campo, la serata veronese di Samir Handanovic. Il portiere sloveno, quasi inoperoso per tutto il primo tempo del Bentegodi, sale in cattedra nella ripresa sul 2-0 per i nerazzurri, prima con un doppio intervento prima su Obbadì e poi su Moras, da autentico felino; quindi, sua specialità, dal dischetto contro Toni, al quale ha neutralizzato un rigore per la seconda volta in questa stagione; infine, sul sinistro di Tachtsidis, destinato all'angolino basso alla sua destra. Tre interventi molto difficili che lo hanno eletto a migliore in campo assieme a Palacio, altro grande protagonista.

Ultimamente di Handanovic si era parlato soprattutto in ottica mercato, con un rinnovo che non arriva e le voci sempre più forti che lo vorrebbero destinato alla partenza per fare cassa, il favorito fra i tre potenziali portatori di dote. Per fortuna, a Verona è stato il campo a parlare per lui, ricordando quanto importante possa essere avere in squadra un estremo difensore in grado di sfoderare prestazioni del genere. Ovviamente, quando si parla di Handanovic e delle sue parate, oggi più che mai viene in mente il suo futuro, ancora nebuloso. E lui stesso a fine partita, con quelle parole, non ha di certo diradato le nubi che lo riguardano, anzi. Discorso in stand-by, con la sensazione che il diretto interessato aspetti un gesto significativo da parte del club, magari un'offerta da lui ritenuta adeguata per continuare a far parte del progetto Mancini. Lo stesso sloveno nutre alcune perplessità, viste le possibilità che il mercato potrebbe offrirgli, anche se l'Inter resta la prima scelta alle condizioni giuste.

Giorni fa le parole di Marco Fassone hanno chiarito il punto di vista della società, che intende trovare una soluzione e farlo al più presto, perché “non possiamo permetterci di iniziare la nuova stagione con un portiere in scadenza di contratto”. C'è fretta, dunque, rispetto agli altri rinnovi in ballo(Icardi compreso), vista la vicinanza del 30 giugno 2016, ultimo giorno di legame professionale tra l'Inter e Handanovic. Lo stesso Mancini, in conferenza stampa, ha parlato dell'argomento: “Credo che alla fine arriverà la soluzione”. Sì, ma quale? Per il momento il portiere si limita a svolgere il proprio dovere, in attesa di capire le intenzioni della società e quanto tangibile possa essere la volontà di trattenerlo. In tal senso, le parole di ieri rilasciate da Piero Ausilio non lasciano presagire una totale apertura del club: "Ci sono dei parametri da rispettare e lui li conosce. Sa quanto è stimato all'Inter e vedremo quello che succederà nelle prossime settimane". Se non si arriverà a un accordo, è chiaro che le opzioni non gli mancheranno, sia in Italia (la Roma) sia all'estero (Premier League innanzitutto).

Un portiere affidabile a cifre non proibitive e con almeno altri 5 anni di attività ad alto livello fa gola a molte big europee, vista la delicatezza del ruolo e la penuria di top player. Poi, se ci fossero dei dubbi, basterebbero le statistiche a legittimare l'affare: 7 rigori parati sugli ultimi 8 tiratigli contro non sono una sentenza, di più. L'Inter rischia seriamente di perderlo e sta valutando alternative d'esperienza e low cost, e se davvero addio sarà a fine stagione la motivazione non potrà che essere di natura economica. Perché sulle qualità di Handanovic dubbi non sussistono.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 12 aprile 2015 alle 13:22
Autore: Redazione FcInterNews.it
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