Beppe Bergomi, ex capitano interista, è intervenuto questa mattina a Radio Nerazzurra. "L'Inter non cambia, io sono andato in sede per ricevere il premio della Hall of Fame. Vedo sempre gli stessi valori di Dna, spirito di appartenenza. Ognuno ha i suoi. E' stato bello festeggiare questo 113° compleanno in una sala coppe bellissima. Si respira un bel clima", dice lo "Zio" dopo aver commentato ieri la sfida contro l'Atalanta.
"Il futuro è incerto ed è innegabile, ma questo forse ha anche compattato di più il gruppo. A fine partita vedi la panchina pronta a scattare. C'è un gruppo unito e anche Conte ringrazia chi gioca poco. La gestione della crisi è importante e la stanno facendo molto bene - dice ancora Bergomi - Anche ieri sono arrivati tre punti importantissimi, andava fatta quel tipo di partita. Contro l'Atalanta puoi sfruttare le tue armi in profondità ma puoi anche soffrire. Mi è piaciuto molto Lautaro per abnegazione, meno Vidal. Per il resto l'Inter ha giocato con grinta e cuore. Vista dalla parte dell'Atalanta ci sta che dicano che non dovevano perdere, però l'Inter ha avuto un'opportunità e l'ha sfruttata. A Genova con la Sampdoria nell'annata dei record abbiamo vinto così".
Bergomi vede delle analogie con l'Inter dei record del 1988/'89. "Da Sassuolo in poi vedo delle analogie, una svolta. Non ci sono più atteggiamenti negativi come Brozovic che allarga le braccia o Barella che si fa ammonire. Non vedi più certe cose. Questa squadra è cresciuta difensivamente e riconosce i propri limiti. I tre difensori sono fortissimi ma non devono giocare a campo aperto e così fanno".
Va meglio anche per Eriksen. "Vedo un ragazzo che adesso sorride. Le cose migliori le sta facendo in fase difensiva. Magari non va a contrasto, ma è in area a spazzare, fa un recupero in più. Si è calato nella realtà. In attacco lo vedremo da qui in avanti contro avversarie diverse, allora potremmo vedere il gol da fuori area o l'assist e completerà il suo ingresso in questa squadra. C'è voluto un po' di tempo ma ora è titolare", dice lo "Zio".
Il motore vero, però, è Conte. "L'Inter è in testa con merito, per me il valore aggiunto è lui - dice Bergomi -. Continuo a pensare che la rosa non sia migliore delle altre. In un certo momento potevi andare in difficoltà, altri allenatori magari una partita l'avrebbero sbagliata. Conte riesce sempre a tenere motivati tutti. La strada è giusta, anche se lunga. E' chiaro che l'Inter è favorita ma non deve sbagliare certe partite. La squadra può ancora essere migliorata? Credo che a sinistra serva un mancino, anche se Perisic sta facendo bene, soprattutto dietro. Quando però devi costruire tu un mancino di ruolo serve. Bisogna migliorare la gestione, Hakimi, per quanto ci ha fatto vedere, la partita di ieri deve farla meglio. E' una squadra che può essere migliorata, anche in un certo atteggiamento. Quando vai in Europa quello che fai in campionato non è sufficiente. L'obiettivo deve essere di crescita. C'è una struttura che funziona e deve funzionare a prescindere dall'allenatore, che sta dando continuità. Nella rosa in pochi sono sopra i trent'anni. Si può dare continuità, servono giocatori giovani, dinamici, di struttura. Giocatori europei che ti danno un futuro insieme a gente d'esperienza. Con quattro posti per la Champions ci devi sempre arrivare. Però c'è tutto per dare continuità al progetto, gente come Bastoni, Barella, Lautaro, Hakimi".
VIDEO - L'INTER BATTE L'ATALANTA E NEGLI SPOGLIATOI SCATTA LO SFOTTÒ AL MILAN
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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