Entra, segna, spacca, ciao. Quello che per l'Argentina è stato Lautaro Martinez nelle ultime due gare dei Mondiali contro Svizzera e Inghilterra, per la Spagna è stato invece Mikel Merino, attccante dell'Arsenal, che coi suoi gol nei minuti finali ha deciso le sfide contro Portogallo e Belgio. Un parallelismo, quello col capitano dell'Inter, che al giocatore iberico piace, come testimonia alla Gazzetta dello Sport: "Per nessun giocatore l’idea di andare in panchina è il piano di partita ideale, però, tanto io come Lautaro, giocatore top, viviamo questa situazione perché siamo in Nazionali fortissime. E tanto io come lui dobbiamo dare valore a tutto questo: il livello dei compagni e la grandezza della competizione". 

E nella pratica? 

"Provare a dare una mano ogni volta che si entra in campo, e se non giochi va bene anche in allenamento. Perché se vinci un titolo è di tutti, non solo degli 11 che iniziano le partite, e qui noi lo viviamo così". 

Si sottolinea parecchio la fisicità dell’Argentina. Vi preoccupa? 

"Sarà una partita intensa, come dev’essere una finale nella quale le due squadre si giocano il trofeo più importante del nostro sport, è normale che ci sia contatto, che ci siano duelli accesi perché quando ti giochi tanto è così che devi entrare. Toccherà all’arbitro controllare l’intensità e la frequenza dei contrasti. A noi piace che la palla circoli e che lo faccia rapidamente e senza pause, e se riusciamo a farlo il rivale avrà meno tempo di fare fallo". 

Sezione: Focus / Data: Sab 18 luglio 2026 alle 15:05
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.