"Lukaku mi piace molto. All'inizio ero un po' scettico, ma mi è bastato vederlo venti minuti a San Siro contro il Lecce per capire la sua importanza. Non sarà come Icardi un bomber da 25 gol a stagione, ma a quota 18-20 può arrivare tranquillamente. E i gol in meno che fa vengono compensati dal gran lavoro per la squadra. I suoi movimenti sono oro per gli inserimenti dei centrocampisti che grazie a lui segneranno spesso e volentieri". Parola di Sandro Mazzola. Un nome che in casa Inter non ha bisogno di presentazioni. Una vita in nerazzurro da giocatore, nella quale ha vinto tutto da assoluto protagonista e mattatore. Da dirigente ha firmato successi e grandi colpi tra cui spicca l'acquisto nell'estate 1997 di un certo Ronaldo. Chi meglio di lui per analizzare in esclusiva per FcInterNews la nuova Inter che sta nascendo.

Questa Inter può lottare per lo scudetto?
"È al livello della Juve, merito anche dell'arrivo di un tecnico straordinario come Antonio Conte, un vincente che ha permesso insieme agli acquisti di Lukaku, Godin e Sensi di colmare il gap. Il passato juventino? Non conta, Antonio è un professionista eccezionale che fa rendere tutti al meglio. Era dai tempi di Mourinho che i nerazzurri non avevano un condottiero del genere in panchina. Il suo arrivo vale 10 punti in più in classifica. È uno che mette tutti in riga, con lui non si scherza mica. Ha la stessa intelligenza e furbizia dello Special One. Si assomigliano molto".

Da ex grande attaccante che idea si è fatto del caso Icardi?
"Da dirigente - se mi fossi trovato in una circostanza simile - avrei provato a recuperarlo. Al netto dei tanti problemi che sono sorti, resta un attaccante micidiale come pochi sotto porta. Avrei alternato un po' di bastone con un po' di carota, tipo convocarlo per la tournée e farlo giocare in amichevole. Recuperato poteva essere ancora importante e avrebbe formato una grande coppia con Lukaku".

Chi l'ha colpita in questo avvio di stagione dei nerazzurri?
"Mi sta piacendo moltissimo Sensi. Non è una sorpresa per me, perché lo conosco fin da quando giocava nelle categorie inferiori. È l'esempio di come i nostri dirigenti debbano pescare di più in Italia e guardare con maggior attenzione ai mercati di Serie B e Serie C, piuttosto che andare sempre alla ricerca di elementi stranieri".

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Sezione: Esclusive / Data: Gio 12 Settembre 2019 alle 11:40
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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