Esterno dal piede educato e dai polmoni d’acciaio, con la voglia di emergere. E il supporto di quello Stefano Vecchi che ne ha sempre esaltato le caratteristiche. Niccolò Corrado, oggi titolarissimo alla Feralpisalò dove è in prestito dall’Inter, si racconta, in esclusiva, a FcInterNews.

Partiamo dal presente.
“Per adesso sta andando veramente bene. Per me è un anno di rilancio questo. Voglio riprendermi dall’annata sfortunata vissuta a Palermo. E per ora tutto procede per il meglio”.

È un elemento prezioso della squadra.
“Sto trovando continuità e sto giocando. Do sempre il 100% in allenamento e poi sta al mister decidere se mettermi in campo o meno”.

A Palermo aveva incontrato alcune difficoltà. Si aspettava di partire così forte?
“Direi di no. Grazie alla società ha recuperato velocemente. E ho avuto una partenza scoppiettante, di cui sono felice”.

Alla Feralpisalò su richiesta di mister Vecchi.
“Sì, ma anche il Direttore Sportivo (Magoni, ndr) mi voleva”.

Quali sono i vostri obiettivi stagionali?
“Stiamo lavorando molto bene. Il nostro obiettivo è arrivare almeno tra le prime quattro. Ma non ci poniamo limiti. Non si sa mai, magari anche ad una fantomatica vittoria del campionato. Poi vediamo come va”.

Dalla Primavera dell’Inter, alla Feralpisalò, sempre con mister Vecchi.
“Giocavo da sotto quota in nerazzurro. Grazie a lui adesso sto migliorando tantissimo nella fase difensiva. Lui poi non è cambiato. È uno molto rigido, che ci fa sempre allenare a tre mila all’ora”.

E lei invece è cambiato?
“Ho preso fiducia in questi anni da professionista”.

Quanto è dura passare dalla Primavera dell’Inter alla Lega Pro?
“La differenza maggiore sta nell’intensità e nella testa. In Primavera ci può essere anche molto più tecnica, ma questa è proprio un’altra categoria, molto più dura. Un professionista deve sapersi adattare. La Primavera nerazzurra era un mondo a parte. Abbiamo vinto tutto quello potevamo. È stato un bel salto, un cambio di vita, da vedere come una cosa bella, che mi stimola".

Qual è il ricordo più bello vissuto con la Primavera dell’Inter?
“La vittoria del Viareggio”.


Quale dei suoi ex compagni sapeva che sarebbe arrivato lontano?
“Sicuramente Zaniolo. Poi Emmers, Zinho, Rover. Avevamo una corazzata”.

A proposito di Emmers, ma è vero che ai tempi Xian sembrava sullo stesso livello di Zaniolo?
“Se la giocavano in Primavera. Poi chiaro, Nicolò anche in allenamento mostrava qualità importanti, aveva una forza nelle gambe incredibili. Anche Xian era davvero forte”.

Chi è il suo idolo?
“Adesso Theo Hernandez, per come interpreta la fase offensiva. Ma guardavo sempre anche Marcelo del Real Madrid”.

In molti ritrovano in lei delle caratteristiche di Dimarco.
“Me lo dicono tutti. Anche lui è uno da seguire, un terzino devastante”.

Cosa ricorda degli allenamenti con la prima squadra dell’Inter?
“Una cosa pazzesca, fuori dal normale. Una volta disputai un’amichevole contro la Pro Sesto, ad Appiano Gentile. C’era Conte in panchina. Bello, bello, bello (spiega con voce emozionata, ndr). Che emozione giocare con Perisic e Lukaku! Il belga è impressionante. Mai visto una così forte a livello fisico, ma pure tecnico”.

Qual è l’obiettivo della sua carriera?
“Arrivare in Serie A. Ora devo concentrarmi e pensare al presente. Continuità, lavoro e mentalità: così potrò perpetrare i miei scopi”.

Pensa che anche Vecchi debba puntare alla massima Serie?
“Assolutamente. Sicuramente per come lavora non è di questa categoria. Ci sta stretto qui. È un martello come Conte”.

Pensa che un giorno potrà meritarsi una nuova chiamata dall’Inter?
“Adesso ho la testa alla Feralpisalò, ma ovviamente in futuro lo spero”.

Chi sono gli avversari che l’hanno colpita maggiormente?
“Per la Primavera dico Kulusevski, semplicemente impressionante. Adesso Chiricò, uno che si vede subito sia forte”.

Con chi si sente ancora della Primavera nerazzurra?
“Gavioli, Rizzo, Adorante, Visconti, Schirò. Sono rimasto in buoni rapporti con tutti. Speriamo un giorno di poterci ritrovare in A”.
Sezione: Esclusive / Data: Mar 30 novembre 2021 alle 21:40
Autore: Simone Togna
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