Cinque anni e quattro mesi per Luciano Moggi, condannati anche i suoi 'compagni'. La sentenza del Tribunale di Napoli ha semplicemente confermato l'opinione di chi conosce le tematiche forensi, e smentito chi si illudeva di poter vincere in aula attraverso pressioni mediatiche. Per un commento autorevole in materia, FcInterNews.it ha ascoltato la prestigiosa opinione di Bruno Bartolozzi, che insieme a Marco Mensurati ha scritto il libro "Calciopoli. Collasso e restaurazione di un sistema corrotto", pubblicato nel 2007, un vero esperto di queste tematiche che dovrebbero gettare vergogna sul nostro calcio e di cui qualcuno quasi si vanta.

Bruno, la sentenza del Tribunale di Napoli è chiarissima, parla da sola.

"La sentenza è sì chiarissima, si può individuare un filo conduttore fra le caute valutazioni che vennero fatte in sede di giustizia sportiva e il prosieguo anche in sede penale. C’è poco da dire in merito, il Tribunale di Napoli ha dato una stangata quasi scontata".

Come vedi la posizione della Juventus?

"Ho letto un comunicato, nella serata di ieri, quasi comico e grottesco da parte della società Juventus. Si diceva che il club ritiene la Juventus estreanea ai fatti in seguito a questa sentenza. A parte che la successiva risposta di Moggi ha fatto fare una brutta figura ad Andrea Agnelli, ma c’è una responsabilità oggettiva e diretta che la società bianconera non può coprire. I signori Giraudo e Moggi sono stati condannati sia dalla giustizia sportiva che da quella ordinaria, la posizione della Juventus avrebbe senso se si rivalesse in sede civile chiedendo i danni a Giraudo e Moggi, ma se veramente così fosse questi danni deve chiederli. Però non lo farà mai, perché a quel punto si aprirebbe l’inconfessabilità che appartiene al passato, legata a Umberto Agnelli".

Questa sentenza manda giù tutto il castello di difesa costruito dal club bianconero.

"Vi ricordo che l'avvocato della Juventus chiese la Serie B nella primissima fase del processo. Sono sbagliate le strategie. I processi in Italia si fanno nelle aule giudiziarie, non in televisione. Il signor Moggi, la Juventus, l’avvocato Trofino e tutti questi personaggi che ruotano intorno al caso Calciopoli strettamente penale hanno pensato che i processi si vincessero in televisione oppure sui blog condizionando società e giornali, ma così facendo i processi - quelli veri - finisci per perderli. Perché c’è un giudice come la Casoria che è figlia di giudici, sposata con un giudice, da anni immersa in questioni forensi che ha saputo agire perfettamente secondo le istituzioni, senza farsi minimamente influenzare così come dev'essere. Io ero certo della condanna anche prima del processo, perché la difesa si è illusa ma i giudici hanno fatto quello che si fa sempre quando si va a sentenza, ovvero agire senza condizionamenti, questa era la cosa più giusta da fare. Le parti accusate si erano illuse perché ovviamente quando c'è una sentenza il corpo dei giudici non si espone per non creare problemi alla difesa, ma questo non significava che ci fosse un'assoluzione scontata. Questa sentenza è stata una lezione per tutti".

E a questo punto, lo scudetto del 2006 è sempre più nerazzurro.

"E' una pratica chiusa a tutti livelli, non c’è altra possibilità che lasciarlo all'Inter. Anche la madre di tutte le prove, quella famosa intercettazione in cui Bergamo chiede a Rodomonti di favorire l’Inter contro la Juventus, è inserita esattamente nello schema che ha portato alla condanna a Moggi, si conferma una procedura nota e commendevole quando in una telefonata immediatamente precedente a Bergamo viene detto da Franco Carraro: “Non fate come al solito con Inter-Juventus, stavolta c’è in ballo l'elezione federale, non fate come solito che favorite la Juventus”. Questa è la prova che la Juventus era favorita normalmente, ma essendoci in quel periodo l’elezione di Carraro i designatori ricevevano ordine politici di non fare come al solito. Si cambia rotta per un’indicazione, ma esisteva un meccanismo di condizionamento delle gare ben chiaro e innegabile".

Chiudiamo con l'esposto della Juventus all'Uefa, rigettato, per far squalificare l'Inter dalle competizioni europee.

"Ormai alla Juventus si sono posti fuori da qualsiasi logica coprendosi di ridicolo. Tutto ciò va a dimostrazione di come Guido Rossi ha svolto un lavoro esemplare nel 2006 perché ha riportato le italiane in Europa, anche il Milan stesso che - ricordiamolo - ieri ha avuto la condanna di un suo dirigente all'epoca dei fatti direttamente coinvolto, ovvero Meani. L’Europa aveva chiesto di tirarle tutte fuori, ma Guido Rossi ha fatto un processo perfetto. La Juventus è stata sconfitta nel dibattimento sportivo a tutti i livelli, non deve pagare i danni come club, ma come ha detto giustamente Luciano Moggi, le schede estere le ha pagate la Juventus, mica qualcun altro… Proprio quelle sono la decisiva testimonianza di una responsabilità oggettiva e diretta che ha condotto la Juventus in Serie B. E se si fosse saputo prima di queste schede, la società bianconera sarebbe stata verosimilmente retrocessa in Serie C".

Ringraziamo Bruno Bartolozzi per la disponibilità.

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Sezione: Esclusive / Data: Mer 09 novembre 2011 alle 15:50
Autore: Fabrizio Romano
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