La parola d'ordine, dopo Inter-Sampdoria, è ora a mio avviso evitare di cadere nelle provocazioni. A caldo, guardando la partita, tutti noi abbiamo pensato "ma cosa combina?" rivolti all'arbitro, ed è normale, nella logica della sociologia delle masse, che successivamente qualsiasi decisione contraria ai nerazzurri suscitasse l'indignazione e la rabbia della folla. Giusta per un certo verso, dunque, la decisione di attuare il silenzio stampa, che da giornalista non ho mai approvato, ma nella condizione in cui la società ha assistito alla gara è forse la più saggia per evitare dichiarazioni che sarebbero poi certamente punite. Meglio preparare la sfida col Chelsea in tranquillità.

Ma come dicevo, quello che ora bisogna evitare è di piangersi addosso, appellarsi alle decisioni arbitrali, fare come quelle squadre che attribuiscono ai direttori di gara i propri mali. L'Inter è decisamente la squadra più forte del campionato, lo ha dimostrato ieri sfiorando la vittoria in 9 contro 11 al cospetto di una Sampdoria mai pericolosa che ha difeso il pareggio anche in doppia superiorità numerica. Non ha bisogno di pensare a complotti o tentativi di riaprire il campionato perché, come si è avuto modo di ammirare anche ieri sera, è sul campo che la squadra si dimostrerà sempre più forte degli altri.
E poi analizziamo bene gli episodi di ieri sera: l'espulsione di Samuel ci stava, anche con un doppio giallo l'Inter sarebbe rimasta in dieci; il secondo fallo di Cordoba, in una partita "normale" si sarebbe potuto sanzionare come non sanzionare, una decisione forse avventata visto anche quello che era appena accaduto e che gli arbitri di buon senso non prendono anche per tenere calme le folle. Forse è questo il vero errore grave. Poi Pazzini è stato ammonito per lo sgambetto nel primo tempo, espulso per il fallo della ripresa. Giusto. Insomma un arbitraggio che non è sicuramente piaciuto a nessuno e che a caldo ha fatto gridare allo scandalo, ma a freddo può esserci di peggio.

Evitiamo di alimentare questo costante clima di sospetto e congiura, evitiamo di farci dire, magari di fronte a un arbitraggio giusto, "ecco, a furia di piangere vi hanno accontentato". L'Inter non ha bisogno di favori o aiuti, solo di essere rispettata. Qualunque squadra può tirar fuori episodi a sé sfavorevoli in ogni partita ma noi non abbiamo bisogno di tutto questo né di protestare a gran voce (società docet). Ci basta parlare sul campo, e ieri si è visto.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 21 febbraio 2010 alle 19:00
Autore: Domenico Fabbricini
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