Ciò che appare chiaro dopo quello che passerà alla storia come il ‘Patto di Villa Bellini’ che ha sancito la pace tra l’Inter ed Antonio Conte (con la conseguente permanenza del tecnico sulla panchina nerazzurra) è che il mercato post Covid-19 del Biscione si concentrerà più su profili esperti e di sicura affidabilità che su giovani affermati che lascerebbero però inevitabilmente spazio a delle incognite. Oltre al pesante nome di Lionel Messi, che per più motivi appare come un sogno di difficile realizzazione, sul taccuino di Beppe Marotta e Piero Ausilio son tornati ad essere trascritti con prepotenza i nomi del 33enne Arturo Vidal e del 34enne Aleksandar Kolarov. Il tutto mentre la trattativa con il Brescia per il classe 2000 Sandro Tonali sembra aver subito una leggera frenata, come testimonia il recente inserimento del Milan. 

Facile capire il perché di questo cambio di strategia, con l’Inter che accantona momentaneamente i 'giovani' per tuffarsi con più forza sui 'vecchi'. È probabile che nell’ultimo confronto con la dirigenza, che ha riportato il sereno tra il club e il tecnico, l’ex ct della Nazionale abbia chiesto a Steven Zhang di avere a disposizione dei giocatori con un importante bagaglio di esperienza a disposizione, di spessore internazionale e di quantità e qualità che possano permettere all’Inter di provare a vincere. Da subito. Specie nell’anno in cui una corazzata delle ultime stagioni come la Juventus riparte con poche certezze e con il rebus Andrea Pirlo in panchina. Dopo un secondo posto “da primo dei perdenti” e un’amara finale di Europa League rimasta sullo stomaco, Conte non vuole sbagliare e vuole compiere la sua missione: riportare l’Inter al vertice, rimettendo di nuovo in bacheca dei trofei solo sfiorati nella stagione appena conclusa. 

Per centrare l’obiettivo, mister Conte ha intenzione di puntare su chi vuole lui, senza ‘se’ e senza ‘ma’.  E, soprattutto, senza esperimenti, con pochi giovani da svezzare nel delicato salto in una big come l’Inter. Senza “pacchetti pre-confezionati”, per dirla alla Conte. Uno che nell’annata da poco conclusa, tra le tante frecciate indirizzate alla società e date in pasto agli studi televisivi nei vari post partita, aveva più volte manifestato insofferenza per la pressione posta dai media su dei ragazzi che sono sì dei potenziali top player (vedi Nicolò Barella, Stefano Sensi o Alessandro Bastoni) ma dai quali non si può ovviamente pretendere - sempre e comunque - che possano fare la differenza in palcoscenici prestigiosi come il Camp Non di Barcellona o il Signal Iduna Park di Dortmund dopo aver ascoltato per le prime volte dal vivo la suggestiva musichetta della Champions League: "A parte Godin nessuno ha vinto niente. A chi dobbiamo chiedere qualcosa in più? A Nicolò Barella che arriva dal Cagliari? A Sensi, acquistato dal Sassuolo? Ai calciatori devo dire solo grazie, stanno dando l'anima. Dobbiamo continuare a lavorare, le vittorie in campionato non devono far dimenticare i problemi, i grandi problemi che abbiamo". 

Già da queste parole, rilasciate nel post-partita di Dortmund contro il BVB (dopo il ko per 3-2 che condannava virtualmente l’Inter alla retrocessione in EL), si intuiva tra le righe il messaggio del Comandante Conte: ok i giovani, ma in certe partite serve tanta esperienza. Ecco perché, ad esempio, avrebbe gradito avere a disposizione i gol di Edin Dzeko e garantire più tempo - e meno pressione - ad un baby di belle speranze come Sebastiano Esposito; ecco perché, in questo momento storico, preferirebbe mettere in ghiaccio la certezza di poter puntare su un fedele soldato (per altro fatto fuori dal Barcellona) come Vidal piuttosto che su un giovane di assoluta prospettiva come Tonali, che piace tanto ma al momento è in stand by e non sembra più rappresentare una priorità. Ed ecco anche perché, in certe situazioni, farebbe comodo avere a disposizione il mancino e l’esperienza di uno come Kolarov - più che sulle indiscusse potenzialità del giovane Marash Kumbulla - che può contribuire alla crescita di un gioiello come Bastoni e ricoprire più ruoli (esterno o terzo centrale nella difesa a tre) con risultati sicuri. Il punto è semplice: Conte vuole vincere subito. E per farlo ha intenzione di fare all-in sull’usato sicuro. 

Sezione: Editoriale / Data: Sab 29 agosto 2020 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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