Il periodo tra Natale e Capodanno rappresenta generalmente una sorta di sospensione del tempo, il momento un po’ particolare dove si prova, almeno nelle intenzioni, a smaltire i bagordi della prima festa ma puntualmente ci si proietta con la mente all’ultimo grande peccato di gola dell’anno, quello dello zampone con le lenticchie che si dice portino soldi e di tutte le golosità varie. Nel calcio, almeno l’anno scorso, è stato il periodo dove in Italia si è voluto provare l’esperimento del Boxing Day in stile inglese, che finché non veniva effettuato veniva richiesto a gran voce per regalare uno spettacolo alle famiglie riunite per le feste, ma che una volta provato è stato gettato a tempo di record alle ortiche e lasciato beatamente alla Premier, anche per i fatti che hanno segnato la partita tra Inter e Napoli, quella decisa dal gol allo scadere di Lautaro Martinez ma finita agli archivi quasi esclusivamente per i drammatici episodi nel pre-partita e quelli deprecabili sugli spalti durante il match.
Gli ultimi giorni dell’anno solare sono anche quelli dove inevitabilmente inizia a prendere forma il ciclone del calciomercato, pronto a sfilare con la sua nuova collezione invernale. Alcuni club mettono già a segno mosse concrete, siano queste legate ad un cavallo di ritorno come Zlatan Ibrahimovic al Milan o a giovani virgulti come Erling Braut Haaland, sul quale quatto quatto il Borussia Dortmund ha messo le mani ufficializzando in maniera improvvisa l’arrivo del forte attaccante norvegese prima di proprietà del Red Bull Salisburgo, ottenendo al tempo stesso l’effetto di scolorire tante prime pagine apparse in Italia dove veniva sempre dipinto in bianconero; ma per il resto, siamo già bombardati dalle voci, da un continuo rumore di fondo di operazioni vere, verosimili o presunte. E ovviamente, la squadra più nell’occhio del ciclone di queste voci è l’Inter, per la quale mai come quest’anno il mercato invernale sembra essere quel sottilissimo confine tra la caccia alla gloria e una vana resa ad un’altra annata senza soddisfazioni, confine che si può attraversare in pochissimo tempo, in un senso come nell’altro.
Può sforzarsi a dirlo in tutte le lingue del mondo, Beppe Marotta, che quello di gennaio è solamente un mercato di riparazione, dove le grandi occasioni latitano e soprattutto non c’è molto spazio per investimenti di una certa portata, anche perché non è adesso che i grandi giocatori possono lasciare una squadra per accasarsi in un’altra, a meno che non capitino situazioni davvero eccezionali. Poi, bisogna capire se effettivamente crede davvero alle parole che pronuncia, l’ad sport nerazzurro, al di là del fatto di essere un uomo decisamente navigato quando si tratta di cose calcistiche. Ma è impossibile negare che mai come quest’anno ci sia un fattore che tutto sposta nell’universo nerazzurro, quell’Antonio Conte che pare avere davvero voglia di caccia grossa perché sente la preda Juventus davvero vicina e allora vuole tutti i mezzi a disposizione possibili per stanarla.
E allora, ecco tornare in auge il nome di Arturo Vidal, che mai come ora appare vicino a tornare in Italia per abbracciare il suo vecchio allenatore ai tempi della Juventus, un desiderio talmente forte da portarlo anche a forzare la mano con il Barcellona al punto da tentare la strada della denuncia per un mancato pagamento di un’irrisoria cifra di bonus, cosa che non è andata particolarmente giù al club catalano. Il cileno individuato come il tassello mancante del centrocampo nerazzurro, il reparto che nelle ultime settimane ha patito davvero le pene dell’inferno per via delle defezioni che hanno tolto dai giochi i principali interpreti e costretto il tecnico nerazzurro a rispolverare, peraltro con ottimi risultati, Borja Valero, oppure dare qualche minuto al baby Lucien Agoume. E poi, riecco spuntare quel Matteo Darmian puntualmente indicato come obiettivo per le corsie esterne da ormai diverse stagioni. Non c’è però per lui nemmeno il tempo di arrivare (e pare che anche stavolta, dopo essere stato dato come a un passo, qualcosa si sia inceppato) che subito più di un tifoso comincia a storcere il naso di fronte all’eventualità di vedere il terzino di Legnano con la maglia nerazzurra. Storia già nota, del resto successe qualcosa di simile quando si parlò di Stefano Sensi e Nicolò Barella…
Ma mentre il futuro è ancora tutto da scrivere, c’è un presente che chiama. Perché ieri la campanella è suonata e le meritate vacanze successive alla rotonda vittoria contro il Genoa sono giunte alla conclusione: il gruppo si è ritrovato per ricominciare la preparazione in vista delle ultime due partite del girone d’andata, un’agenda particolarmente tosta per l’Inter attesa prima dalla trasferta su un campo storicamente tabù come quello di Napoli, lì dove la scorsa stagione arrivò una delle bambole più pesanti subite dalla formazione nerazzurra, poi dalla gara interna contro la lanciatissima Atalanta di Gian Piero Gasperini fresca di cinquina stampata sulla faccia del povero Milan. Una ripresa di stagione che non può prevedere cali di tensione, ma che Conte può approcciare con un bel sorriso stampato sul volto. Perché ieri, al momento del nuovo raduno, per la prima volta dopo tante, troppe settimane il mister ha potuto stracciare la lista dei giocatori fermi in infermeria.
Kwadwo Asamoah a parte, c’erano tutti, e tutti hanno lavorato insieme, fosse anche solo per una parte della seduta. Si è rivisto, tanto per citare un nome a caso, Nicolò Barella, l’uomo che stava diventando insieme a Stefano Sensi il faro del centrocampo nerazzurro, che arrivava da un gol strepitoso che decise la partita interna contro il Verona e che proprio nel momento di crescita maggiore ha dovuto fermarsi per un movimento innaturale del ginocchio in quel di Torino. È tornato in gruppo Nick ed è tornato ad allenarsi coi compagni anche Alexis Sanchez, colui che Marotta ha definito non a caso il primo acquisto di gennaio dell’Inter: superata la fase critica dell’infortunio rimediato con la Nazionale cilena, il Nino Maravilla è finalmente pronto a riprendere il discorso lì dove lo aveva brutalmente interrotto, dalla gara contro la Sampdoria e più in generale dal lavoro che stava compiendo Conte per integrarsi bene con il magnifico duo Romelu Lukaku – Lautaro Martinez, al quale può finalmente offrire l’opportunità di prendere fiato.
Si rivedono due giocatori che promettono di aiutare a fare la differenza per questa seconda parte di stagione; si rivedono soprattutto in un bell’abbraccio sul campo della Pinetina, che a voler dare un tocco romantico si può leggere come una dichiarazione d’intenti positivi per l’anno che verrà. Si è rivisto ieri il gruppo nerazzurro che prima di scendere in campo per il primo allenamento, si è radunato per un pranzo collettivo ad Appiano Gentile. Era il primo appuntamento dopo la pausa ed era quindi giusto ribadire il concetto: senza un gruppo unito, non si va da nessuna parte. E prima ancora di allenarsi insieme, allora legittimo sedersi tutti insieme a tavola per ricominciare a cementare le basi. In attesa che Steven Zhang, al momento in patria e che il suo cibo lo posta su Instagram in stile ‘influencer wannabe’, torni in Italia e inizi ad imbandire lui la tavola.
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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