"Sono molto contento nel vedere che l'Inter inizia a dare un po' di fastidio". Antonio Conte conosce benissimo il calcio italiano e sa bene quanto anche le dinamiche esterne possano condizionare una stagione. Dopo il successo di Bologna, sacrosanto al di là della cronologia delle marcature, si è sollevato un polverone mediatico, innescato fisiologicamente dai tesserati di parte rossoblu. Ne è venuta fuori una narrazione tutt'altro che corrispondente alla realtà dei fatti: bolognesi imbufaliti per presunti torti arbitrali e post-gara piuttosto acceso, con Walter Sabatini in particolare a recitare il ruolo di protagonista con parole infuocate all'indirizzo dell'arbitro La Penna e dei suoi collaboratori. Eppure, il rigore che ha deciso il match, quello per sgambetto di Orsolini su Lautaro, è fin da subito risultato evidente: non il solito minimo tocco, ma un colpo netto sullo stinco. Incomprensibili i dubbi. E invece qualcuno ha accostato questo rigore a quello di Juve-Genoa nel turno infrasettimanale, quando Cristiano Ronaldo si è lasciando andare in maniera piuttosto plateale, all'ultimo respiro di una partita in cui i bianconeri avevano già beneficiato di un'espulsione inesistente. Se a ciò aggiungiamo il mancato rigore fischiato a Lazaro e una gestione di cartellini iniqua, ne viene fuori un quadro totalmente diverso da quello descritto a margine dei 90 minuti del Dall'Ara.

Eppure il Bologna, furente senza averne motivo con i nerazzurri, era rimasto muto poche giornate fa, quando all'Allianz Stadium aveva subito un gol originato da un chiaro fallo di Pjanic e poi non si era visto accordare un rigore per l'ormai solito tocco di braccio di De Ligt. Non diciamo che quello fosse penalty, anche perché ormai ci si capisce davvero poco, ma quantomeno c'era materiale concreto su cui costruire una protesta. E invece, a parte normali recriminazioni di passaggio, silenzio. Per poi scatenare l'ira ingiustificata in una partita in cui i rossoblu non sono stati minimamente penalizzati. Anzi. E allora quel sorrisetto di Conte che, davanti ai microfoni di InterTV, si diceva "contento" per il fatto che adesso l'Inter inizia a dare fastidio, si comprende un po' di più.

Oggi la testa sarà tutta rivolta alla partita probabilmente decisiva per il cammino in Champions League. A Dortmund, contro il Borussia, l'Inter si gioca una fetta importante del suo futuro europeo. E inevitabilmente la Serie A sarà per qualche ora dimenticata. Con la speranza che l'Inter torni a dare fastidio anche fuori dai confini nazionali, dove magari errori arbitrali e isterismi risultato essere maggiormente democratici.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 05 novembre 2019 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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