Oggi è già matchday, con l'Inter che torna in campo e sarà ospite del Brescia di Balotelli. Un bel banco di prova per testare la maturità del gruppo, reduce da un pari amaro contro il Parma. Un 2-2 che non è andato giù ad Antonio Conte, come al solito poco propenso al politically correct.

Dopo la gara di San Siro di sabato scorso, l'allenatore nerazzurro non le ha mandate a dire e ha messo in piazza tutte le sue preoccupazioni per la 'coperta corta'. Senza Sensi, Vecino, D'Ambrosio, Sanchez e Ranocchia, e con Asamoah e De Vrij acciaccati, l'ex c.t azzurro si è dovuto un po' arrangiare, mandando in campo giocatori che evidentemente avevano bisogno di riposo. "Abbiamo problemi, sono preoccupato – ha detto Conte –. Sono costretto a far giocare sempre gli stessi, col rischio alto di nuovi infortuni". Eppure il campo ha detto altro. Ha detto che l'Inter ha patito più nel primo tempo che nella ripresa: evoluzione del match inspiegabile se si fosse trattato davvero di un problema prettamente fisico. La realtà è che la squadra, nei primi 45 minuti, è sembrata scarica soprattutto da un punto di vista mentale, pagando forse eccessivamente lo sforzo per battere il Borussia Dortmund poche ore prima. Per quanto poi fatto vedere dall'intervallo al 90', invece, i nerazzurri avrebbero meritato ampiamente la vittoria, schiacciando il Parma nella propria metà campo e creando i presupposti per la rimonta completa.

E poi è c'è un altro aspetto da sottolineare. La 'coperta corta'? A un primo sguardo, non sembra per nulla. Conte può disporre di 6 centrali (più Pirola) per 3 posti; di 5 esterni per 2 posti; di 6 centrocampisti (più Agoume) per 3 posti; di 4 attaccanti (più Esposito) per 2 posti. Insomma, numericamente il gruppo è completo. Il dubbio, semmai, è se sia adeguato a livello di qualità. Ed è chiaro che le alternative non soddisfino in pieno come i titolarissimi. Discorso parecchio diverso. Ma guai ad alimentare alibi in questo momento, perché la situazione è nota da agosto. C'era tutto il tempo per creare un piano B. Possibile che Borja Valero non possa far rifiatare Brozovic nemmeno in gare come quelle contro il Parma in cui si ha quasi il 70% di possesso palla? Possibile che Lazaro sia davvero la fotocopia di Montoya? E aggiungiamo: qualche invenzione è lecito aspettarsela. Politano mezzala 'alla Giaccherini'? Cambio di modulo a gara in corso? Troppo facile piangere: non siamo più ad agosto. Sempre tenendo presente che non è da escludere l'opzione strategia: Conte potrebbe aver parlato non in funzione della verità. Un'eventualità che non deve mai essere accantonata quando si esaminano le dichiarazioni dei tesserati.

A margine, va segnalata pure la prestazione pessima dell'arbitro Chiffi, che entra nella lista degli ingredienti che hanno sfornato il piatto indigesto del 2-2. Un rigore solare su Lautaro non visto nel primo tempo, un altro netto su Biraghi sul quale ha sorvolato nel finale di gara, il gol del pari di Karamoh con Gervinho in posizione piuttosto dubbia e una gestione scriteriata dei cartellini. Marotta e Ausilio potranno intervenire a gennaio per puntellare la rosa, ma non potranno fare altrettanto sul resto. E il sempre loquace Nicchi? Muto?

Sezione: Editoriale / Data: Mar 29 Ottobre 2019 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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