Nella serata in cui cadono le stelle, resta al suo posto, sul tabellone dell'Europa League, quella nerazzurra. Contro il Bayer era scontato si dovesse soffrire, ma francamente dopo un approccio così energico e due gol di vantaggio con chance per il terzo, l'enorme sospiro di sollievo al 97' non era preventivabile. Un'autentica battaglia alla Dusseldorf Arena, perché a furia di sprecare il colpo del k.o. l'Inter, come al solito, ha tenuto appeso il risultato fino all'ultimo secondo. Ma alla luce della prestazione, dell'impegno profuso, della forza di volontà e del carattere gettato da tutti nella contesa, questi ragazzi la semifinale se la sono guadagnata.

Si pensi a Godin che non molla un centimetro, a Brozovic che allunga sempre il piede e corre 97 minuti, a Sanchez che resta in campo con un problema muscolare, a Eriksen che fa il terzino e poi a lui, Romelu Lukaku, mai come stasera con le stesse sembianze avute nel video di presentazione di IMH: un colosso, che per la nona volta consecutiva (12 gol) timbra il cartellino in Europa League e si lascia alle spalle il record di Alan Shearer, un'icona del calcio inglese, lo stesso che lo ha lanciato salvo poi minarne l'evoluzione professionale dopo il passaggio dall'Everton al Manchester United. La rete che ha certificato l'exploit riassume in pochi secondi il calciatore belga: potenza, rapidità e senso del gol, un mix di qualità che gli vengono legittimamente riconosciute. Peccato che Big Rom non sia stato altrettanto cattivo nel momento in cui poteva firmare il 3-0 e chiudere definitivamente i conti a tu per tu con Hradecky. Ma chi davvero avrebbe il coraggio di farglielo notare dopo una prova così generosa e da leader?

C'è poi un capitolo a parte con il nome di Nicolò Barella. Ormai è pensiero condiviso, ti accorgi della sua importanza quando non c'è. E quando è in campo ne ammiri l'agonismo, lo spirito di sacrificio, la qualità (che bello l'esterno che ha sbloccato lo 0-0) e soprattutto la personalità. Dopo Dortmund le parole di Conte nei suoi confronti (e di Sensi) sono state un po' ingenerose, perché pur arrivando dalla provincia ha dimostrato subito di essere degno dei palcoscenici più blasonati e ha reso merito all'investimento da 45 milioni circa stanziato dall'Inter per strapparlo al Cagliari. All'epoca in molti storcevano il naso, qualcuno se la rideva anche. Ma oggi in pochi pensano siano stati soldi mal spesi, anzi. Avanti così, Nico.

Si vola dunque alla semifinale, un traguardo che mancava dalla Champions League del 2010 e che adesso rende ancora più stuzzicante questo mese di agosto. La squadra ha ancora energie, lo ha dimostrato contro il Bayer rimanendo presente fino al fischio finale. Ora c'è da ricaricare le pile per quando bisognerà affrontare, il 17, una tra Shakhtar Donetsk e Basilea. Da capire che ne sarà di Sanchez, a forte rischio stagione finita per il problema muscolare che lo ha costretto a stringere i denti e a sacrificarsi. Perderlo proprio ora sarebbe una profonda ingiustizia. Ma finché c'è questo Big Rom, non c'è nulla che debba spaventare questa Inter. Le altre stelle cadano pure, quella nerazzurra è ancora lì dove merita.

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Sezione: Editoriale / Data: Mar 11 agosto 2020 alle 00:00
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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