Che giornata dalle mille emozioni abbiamo appena lasciato alle nostre spalle, fratelli interisti. L'inizio col botto alle 6.30 con lo sbarco a Linate, le visite mediche, i cori dei tifosi, i saluti, la tappa in sede e la firma del contratto. Gli occhi di tutti i tifosi nerazzurri oggi erano per il ritorno a Milano di Big Rom, ma in tanti hanno dato anche il benvenuto ad Asllani. Di lui si parlerà tanto, scommetteteci. 

Sembra passata un'eternità eppure non sono passati neppure 12 mesi. La Curva Nord è stata chiara più volte e non ha preso parte, ufficialmente, all'accoglienza che la tifoseria nerazzurra ha riservato per il ritorno del suo Re e che certifica il forte legame instaurato tra gli interisti e Lukaku nel corso di questi anni. Unica nota "stonata" di una giornata indimenticabile, anche se va precisato che Lukaku comunque dovrà riconquistare in campo la sua corona già consegnata dal mitico Simo Tarantino su Twitter con un video fenomenale che ha fatto il giro del mondo. 

L'accoglienza calorosa dei tifosi nerazzurri non era scontata fino a qualche giorno fa, eppure la maggior parte dei presenti prima all'Humanitas e poi al Coni sembra aver dimenticato, non l'addio, va detto, ma le modalità con cui Lukaku ha fatto le valigie ed è tornato in Inghilterra un'estate fa, per giocare nel suo Chelsea

Una giornata che sicuramente ha permesso al belga di capire cosa ha perso in questi mesi. Difficile, se non impossibile, spiegare a chi non tifa Inter cosa significa essere interista. Lukaku, in un solo giorno, ha ricevuto un affetto smisurato che non avrebbe ricevuto a Londra neppure con 30 gol a stagione e tanti trofei in bacheca. Tutto questo seppur con un "tradimento" piuttosto recente sul suo personale curriculum interista.

Abbiamo perso un anno e probabilmente uno scudetto, ora l'importante è essersi ritrovati. Riprendiamo da dove abbiamo lasciato e dimentichiamo quello che è successo. C'è una seconda stella da conquistare. Welcome Back Romelu!

Sezione: Editoriale / Data: Gio 30 giugno 2022 alle 00:00
Autore: Raffaele Caruso
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