Durante questo interminabile minuetto tenuto dal ministro Spadafora la lega calcio e le televisioni, l'ultimo passo falso è stato fatto proprio dal responsabile del Ministero dello Sport, il quale ha ulteriormente rallentato il riavvio della stagione agonistica formulando una cautela proposta con un linguaggio non esattamente congruo con il suo ruolo "c'è qualcuno che fa il fenomeno" e decidendo di non decidere. Contrariamente a quanto era stato ventilato da oggi proseguiranno gli allenamenti individuali e non quelli collettivi.

L'Inter in tutto questo si è messa in prima linea con l'amministratore delegato Beppe Marotta, sottolineando come fosse impossibile eseguire alla lettera del protocollo proposto e indicando l'urgenza di trovare un compromesso, coniugando le necessarie misure cautelative all'effettiva possibilità di metterle in atto.

I tamponi eseguiti ben due volte dalla squadra sono risultati negativi, dando un ottimo segnale di responsabilità di ogni singolo elemento del club, mentre per quel che riguarda il calciomercato della stagione che verrà, sempre che venga fatto ripartire la serie A, considerando l'eterna indecisione di chi è deputato a organizzarlo, propone almeno tre temi contrastanti.

Partendo dalle ipotetiche cessioni e tralasciando le questioni Perisic-Bayern, Icardi-Paris Saint-Germain, Joao Mario-Lokomotiv e il destino di Nainggolan, l'Inter sta valutando le eventuali offerte che non sono ancora state formulate in modo ufficiale per Lautaro Martinez da parte del Barcellona e Skriniar da parte del Manchester United.

Nel primo caso è scontato che il Barcellona, come tutte le squadre del pianeta, sia in difficoltà economica e appare ancora oggi difficile capire come possa raggiungere una cifra di 111 milioni, se non offrendo giocatori che tra l'altro all'Inter non interessano, tranne Vidal.

Per Skriniar invece, anche solo pensare che 60 milioni possano bastare per poterlo cedere ad un'altra società, lascia correre qualche brivido sulla schiena per un ragionamento valido anche per l'argentino.

Un grande club in genere non cede i suoi pezzi migliori, al contrario li trattiene ed eventualmente lascia partire qualcuno che non si è integrato bene, per quanto forte.

È comprensibile che l'Inter non abbia ancora raggiunto il livello economico di società come Barcellona, Bayern, Real e la stessa Juventus, ma se la vocazione è quella non ha molto senso fare un'altra rivoluzione tecnica in nome di un modulo.

Quest'anno infatti i giocatori che hanno patito di più il 3-5-2 di Conte sono stati proprio Skriniar, Godin e, quando è arrivato, Eriksen. Se questi tre giocatori fossero arrivati all'Inter e i tifosi non li avessero mai visti all’opera probabilmente sarebbero stati dimensionati ad un livello medio, ma la loro storia parla chiaramente e rivela che con un modulo più adatto le loro caratteristiche sono un valore aggiunto straordinario.

Conte, che naturalmente è un grande allenatore e va sempre ricordato perché quando si fa una critica questa viene scambiata strumentalmente per una giubilazione, ha però impostato il suo lavoro basandolo su uno schema che non ha tutti i giocatori adatti per poterlo mettere in pratica.

S'è detto più volte che per poter fare il 3-5-2 bisogna avere giocatori di fascia superlativi e a gennaio Infatti la dirigenza ha dovuto riparare, andando a comprare il bravo ma anziano Ashley Young è un usato sicuro come Moses, ma non sono ancora l'eccellenza.
Parliamo di ben cinque giocatori titolari su undici. 

Mi aspetto perciò che, oltre a cercare giocatori con caratteristiche tecniche importanti, vengano scelte prima le qualità e le peculiarità dei calciatori, privilegiandole rispetto alla propensione a eseguire alla lettera quello che viene chiesto, in nome di un modulo. 

Nella costruzione di un modello vincente c’è anche molto altro di cui discutere, a prescindere da quando e se serie A e coppa ripartano.
In chiusura un pensiero al 18 maggio, data nella quale l’Inter ha vinto nel 2008 il suo sedicesimo scudetto con la doppietta di Ibrahimovic all’ultima giornata, in un giorno di pioggia e con qualche angoscia che alla fine del primo tempo era spuntata.

È tanto, troppo che l’Inter non vince qualcosa ma sarà già magnifico rivederla scendere in campo un giorno.
Amala.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 18 maggio 2020 alle 00:00
Autore: Lapo De Carlo / Twitter: @LapoDeCarlo1
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