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Zenga: “Scudetto ormai solo questione di minuti. C’è una differenza tra me e gli altri portieri che sono arrivati poi all’Inter”

Ospite della trasmissione 'Kick Off' di InterTV, Walter Zenga parla dei temi dell'attualità nerazzurra e non solo. Se chiudi gli occhi e pensi a un momento della tua vita da portiere dell'Inter, cosa ti viene in mente?...

Alessandro Cavasinni

Ospite della trasmissione 'Kick Off' di InterTV, Walter Zenga parla dei temi dell'attualità nerazzurra e non solo.

Se chiudi gli occhi e pensi a un momento della tua vita da portiere dell'Inter, cosa ti viene in mente?"Dalla prima partita ufficiale a Varese in Coppa Italia persa 1-0 fino all'ultima vinta col Salisburgo per 1-0 ti potrei raccontare per filo e per segno tutte le partite che ho fatto. Tantissimi portieri hanno onorato la maglia dell'Inter, la differenza con me è che io sono nato interista, cresciuto nelle giovanili dell'Inter, ho fatto il raccattapalle, sono andato in curva, ho rappresentato la mia squadra. Una differenza enorme, che comunque nulla toglie agli altri portieri. Julio Cesar, per esempio, ha vinto tutto. Ma se un ragazzino si gioca i derby da quando ha 10 anni è differente".

In un'epoca a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90, conducevi una trasmissione in tv e incidevi un disco. Avendo i follower..."Ne avrei avuti milioni, sicuramente. La cosa che ancora mi stupisce è avere un seguito di ragazzini nonostante abbia messo di giocare nell'Inter nel 1994. Ed è per questo che ti parlavo di quella differenza. Io ho lavorato anche 6 mesi all'Inter nel marketing, ero disposto anche a tornare nell'Inter per fare il secondo di Pagliuca e Hodgson si oppose".

Non vedo l'ora esce la fiction sulla tua carriera, specialmente per guardare i 4 anni in prestito."Una volta il club ti mandava in prestito per farti le ossa. Io sono andato a Salerno, a Savona e a San Benedetto. Ci sono episodi che racconterò anche nella mia biografia che sta per uscire. A 60 anni si può, a 25 fa ridere. Adesso giochi 3 partite e sei già un fenomeno. Ci sono tante cose da raccontare: episodi, errori, aneddoti...".

Dovendo scegliere un compagno con cui hai giocato nell'Inter per andare a cena?"Io sono nato e cresciuto con Bergomi, Ferri e Baresi. Sai quante volte siamo andati a cena noi 4? Penso due. Ma c'era un rispetto enorme. Poi ognuno di noi ha la sua vita. Nell'Inter di oggi, senza nulla togliere a tutti gli altri compagni, vedrei bene Matthäus, Berti e Brehme. E sarei indeciso su Bianchi: nessuno ne parla, non se lo ricorda nessuno, ma Alessandro Bianchi ha fatto tanto per noi. Oggi sarebbe un fenomeno. Io mi escludo, ovviamente".

Non dimentichiamo che nel 2018 ci hai fatto un favore gigantesco quando fermasti la Lazio con il tuo Crotone. Che cosa pensi della sfida di sabato?"Aggiungo: nessuno ricorda che a 5 minuti dalla fine stavamo vincendo 2-1 e De Vrij fece un salvataggio sulla linea clamoroso. Oggi Crotone-Inter potrebbe essere la partita dello scudetto, lo auguro a tutti. Anche se ormai mi pare sia solo una questione di minuti".