La disputa di Juve-Napoli potrebbe diventare un caso anche in questa stagione. Come evidenziano i colleghi de la Repubblica, questa volta non c'entra il Covid-19 ma la questione è legata all’organizzazione della finale di Supercoppa italiana che metterà di fronte bianconeri e l'Inter, in data e luogo ancora da stabilire.

Luigi De Siervo, infatti, non ha dato il via libera per farla giocare in Arabia Saudita il prossimo 22 dicembre, mosso da una motivazione politica tutt’altro che secondaria: Riad ha ritirato da mesi l’offerta che aveva fatto arrivare per trasmettere le gare del campionato italiano nell’area del Medio Oriente e Nord Africa negando alla Lega Serie A un incasso di circa 100 milioni di euro. L’alternativa prospettata da via Rosellini è giocare la sfida in Italia, il 5 gennaio, nella finestra che riaprirà il campionato dopo la sosta di Natale, proprio quando è calendarizzata Juventus-Napoli, che a quel punto slitterebbe a metà febbraio. Collocazione perfetta per Luciano Spalletti, che riabbraccerebbe Koulibaly, Anguissa e Osimhen, reduci dalla Coppa d'Africa.

"Abbastanza per alimentare un giro di interessi e pressioni. Anche se nelle sedi ufficiali tutti hanno sempre mantenuto una posizione assolutamente laica. Ma con la Supercoppa il 5 gennaio in Italia, il Napoli avrebbe il vantaggio di recuperare le sue stelle per il match più sentito. Viceversa invece se si giocasse in Arabia. La carica è innescata: manca solo la scintilla", la chiosa del pezzo.
Sezione: Copertina / Data: Lun 25 ottobre 2021 alle 22:47
Autore: Mattia Zangari
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