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Prof. Thiene: “Eriksen era già alle porte dell’aldilà, vita salvata. Di nuovo in campo? Eventi così non sono casuali”

Prof. Thiene: “Eriksen era già alle porte dell’aldilà, vita salvata. Di nuovo in campo? Eventi così non sono casuali”

"Christian Eriksen era già alle porte dell’aldilà, la fibrillazione ventricolare è l’anticamera della morte. E invece il miracolo questa volta è avvenuto, gli hanno salvato la vita, la sua è...

Alessandro Cavasinni

"Christian Eriksen era già alle porte dell’aldilà, la fibrillazione ventricolare è l’anticamera della morte. E invece il miracolo questa volta è avvenuto, gli hanno salvato la vita, la sua è stata una morte improvvisa abortita. È stato un grande successo". Lo dice il professor GaetanoThiene, esperto di morte cardiaca improvvisa negli atleti e professore emerito a Padova, intervistato dal Corriere della Sera. "C’erano già stati più di 40 minuti di gioco, ma questo non è un problema per un atleta. Il cuore è capace di prestazioni sportive enormi, di grandi performance meccaniche, ma la stabilità elettrica è un’altra storia, nel cuore di Eriksen c’è stato un cortocircuito. Soccorsi immediati? Andrebbero premiati. Tutti quanti - si emoziona il professor Thiene, che eseguì la perizia su Davide Astori, il difensore della Fiorentina morto il 4 marzo 2018 e quella su Antonio Puerta, il centrocampista del Siviglia colpito da un arresto cardiaco in campo il 25 agosto 2007 -. Dal compagno di squadra Kjaer, che ha avuto la prontezza di spostargli la lingua per riaprire le vie aeree superiori, ai medici che per diversi minuti gli hanno praticato il massaggio cardiaco perché il cuore potesse pompare. Eppoi a quelli che hanno usato il defibrillatore. Il defibrillatore è stata una grandissima invenzione, è un salvavita. Se l’hanno usato vuol dire che era in corso una fibrillazione ventricolare, il ragazzo ha perso coscienza, non poteva essere una sincope banale da caldo o da freddo, fosse stato così si sarebbe presto rialzato".

"Una patologia sottostante c’è di sicuro - spiega Thiene -. E purtroppo queste patologie possono sfuggire anche ai controlli più serrati come quelli dei medici sportivi. Sono convinto che ora a Christian Eriksen faranno, se non l’hanno già fatta, una coronarografia. Se potrà tornare a giocare? Domanda difficile, eventi così non capitano a caso. Ma non importa, abbiamo vinto, il ragazzo è vivo".