Girandola di nomi per il dopo-Lautaro, sebbene la partenza del Toro sia tutt'altro che scontata. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Beppe Bergomi prova a immaginare un futuro senza l'argentino, non senza resistenze.

Beppe, Lautaro è un ottimo giocatore o un progetto di fuoriclasse, di campione?
"Oggi è un ottimo giocatore. Io nelle mie classifiche, nelle valutazioni, sto sempre basso. I fuoriclasse al momento sono due: Messi e Ronaldo. Lautaro è un ottimo giocatore in crescita. Poi vedremo".

Quindi l’Inter può fare a meno di Lautaro o deve fare di tutto per tenerlo?
"Domanda difficile, in questi casi va valutata la “fase” dei giocatori. E lui è in crescita: lo vedi che sta esplodendo, sta venendo fuori. Al contrario di uno di cui si è parlato come possibile sostituto, Griezmann: non dico che non sia forte, ma Lautaro ha una parabola che sta crescendo, e prenderai i suoi anni migliori, l’altro è ancora bravo, ma sta scendendo. Per questo dico che bisogna fare tutto il possibile per tenerlo".

Ma l’Inter ha le forze per trattenerlo?
"Beh, c’è una clausola, ci sono tanti soldi in ballo. Se te li danno tutti puoi anche pensare di andare a prendere qualcun altro".

Qualcuno come chi?
"Premessa: io terrei sempre il Toro. Poi, se dovessi essere costretto a sostituirlo, punterei su Werner, del Lipsia, perché ha una velocità impressionante. L’Inter ha bisogno di qualcuno che dia profondità, perché la forza fisica ce l’ha con Lukaku. Se ti danno 111 milioni vai a prendere uno che ha gamba. Il calcio moderno si basa molto su questo, sulla fisicità e sulla gamba. E Werner è veloce, cattivo, “rabbioso”, ha lo strappo. All’Inter non serve un altro tipo di punta. Nel calcio di oggi uno molto piccolo deve avere doti straordinarie, se no avrà vita dura".

Giroud non è ingombrante come semplice vice-Lukaku?
"All’età che ha può adattarsi bene al ruolo. Deve capire, se non lo ha già fatto, che è un compito importante, perché l’Inter con due punte titolari ne deve avere altre due di livello dietro. Poter contare su uno come Giroud peserebbe, perché le partite si risolvono spesso nel finale, quando devi alzare la palla, non puoi andar dentro con la giocata pulita. Lui in questo ti può aiutare molto. E nel calcio attuale parlare di “riserve” è relativo".

E poi c’è Esposito. Tenerlo o mandarlo in prestito a giocare?
"In passato, su altri come lui, ne ho sentite tante. Si dice: “così sta a contatto con i grandi campioni”. Per me bisogna giocare, fare esperienza per tornare pronto".

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Sezione: Copertina / Data: Ven 17 aprile 2020 alle 08:48 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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