L'Inter affrontava il Cesena in trasferta per l'ottava giornata della Serie A alla ricerca dei tre punti dopo il pareggio casalingo con il Napoli. Ne esce un 1-0 che poteva essere risultato più ampio se i nerazzurri avessero sfruttato meglio le occasioni da rete create in superiorità numerica per gran parte del match
Mazzarri cambia poco degli 11 che hanno affrontato gli azzurri. Handanovic è il portiere del 3-5-2, Campagnaro la sorpresa difensiva, con Ranocchia in mezzo e Juan a sinistra. Dodò e Obi sono gli esterni, in mezzo ci sono Hernanes, Medel e Kovacic (scelte obbligate dopo i forfait di M'Vila e Guarin). Davanti il peso offensivo è sul tandem Palacio-Icardi.
Bisoli sceglie un 4-3-1-2 con Capelli e Renzetti terzini, Volta e Lucchini centrali d'esperienza. Cascione, De Feudis e Giorgi fanno da diga in mezzo al campo, pronti a ripartire. L'ex Garritano appoggia la coppia d'attacco composta da Djuric e Marilungo.
La gara inizia a ritmi alti. I nerazzurri ci provano, meglio la spinta di Obi a destra rispetto a un Dodò timoroso in partenza. Il Cesena pressa molto alto i centrali nerazzurri, che rilanciano spesso e male, facendo ripartire gli uomini di Bisoli. Kovacic e Hernanes accendono la luce a tratti (soprattutto il Profeta), ma si fa fatica a far girare la sfera qualitativamente per il duro pressing bianconero. Djuric si fa notare per grande generosità ed abilità nel coprire il pallone per far salire i compagni. Il Cesena prende campo, scopre il fianco alle ripartenze nerazzurre e proprio da una di queste arriva il rigore (con espulsione di Leali) che cambia la gara. Icardi insacca su Agliardi, subentrato a Garritano. Bisoli passa a un più conservativo 4-3-2, senza l'ex nerazzurro a dar fastidio e inventare tra i reparti. La reazione dopo lo svantaggio arriva nonostante l'inferiorità numerica, soprattutto da calcio da fermo. Handa si fa trovare pronto e trema, così si va all'intervallo.
Nella ripresa l'Inter fa girare bene la sfera, sfruttando il vantaggio numerico. Hernanes e Kovacic duettano bene, aprendo anche il campo per gli esterni, che spingono (usufruendo degli ampi spazi lasciati dalla squadra di casa) ma non sono sempre precisi al cross. Il Cesena resta paradossalmente pericoloso su ripartenza e palle da fermo (che l'Inter soffre particolarmente in questo periodo). Le squadre si allungano ed Hernanes sale in cattedra, va più volte vicino al gol, meno bene il compagno Kovacic, poco cattivo nel cercare la porta e spesso lezioso. Mazzarri prova la carta Mbaye per Obi a destra, il nigeriano era stato autore di un secondo tempo decisamente in chiaroscuro, ma al giovane ex Livorno manca la precisione nei traversoni, potenzialmente pericolosi. Bisoli tenta il tutto per tutto ed entrano Rodriguez ed Almeida, passando a un 4-2-3 basato sul lancio lungo e il tentativo di segnare ad Handa con tre punte fisiche. I nerazzurri chiudono gestendo e dando l'impressione di poter chiudere la gara ampliando lo scarto, ma sprecano molto (Palacio, fuori forma, su tutti).
Mazzarri porta a casa tre punti fondamentali da Cesena. Il gioco arriva però solo dopo l'espulsione di Leali, che mette la gara in discesa col vantaggio di Icardi. Hernanes e Kovacic, col loro palleggio, fanno la differenza in superiorità numerica e riescono a creare occasioni potenzialmente pericolose. Nota di demerito a esterni, per mancanza di precisione nonostante lo spazio, ed attaccanti. In costante contropiede in parità numerica Palacio e Icardi non offrono movimenti validi e coordinati, mancano di lucidità come dimostrano i numerosi fuorigioco e gli errori sottoporta. Bisoli ha il merito di provarci nel primo tempo con pressing alto e ripartenza. I suoi, nella ripresa, sono graziati dalla poca cattiveria dei nerazzurri. Gli esterni però creano sempre qualcosa e anche le punte danno l'impressione di poter beffare WM e i suoi fino allo scadere. Una prova di cuore. Ma sono i nerazzurri a sorridere, minimo vantaggio e massimo sforzo. E i tre punti muovono la classifica dell'Inter alla caccia della vetta.
Autore: Luca Pessina / Twitter: @LucaPess90
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