Una strana sensazione di déjà-vu, qualcosa di già visto. Non è la prima volta - e non sarà l’ultima - che Antonio Conte si ribella alla sua società per questioni di mercato. Tuttosport ripercorre lo sfogo in conferenza stampa del tecnico dell'Inter paragonandolo a situazioni simili del passato. "Alla Juventus era capitato sovente, quasi una volta a stagione. Quando arrivò sulla panchina bianconera nell’estate del 2011 non era totalmente convinto dell’ingaggio di Pirlo a parametro zero e batté il ferro per tutto il periodo del mercato per avere, invano, un top player. Nel 2012 si impuntò per riavere Giovinco dal Parma, il club lo accontentò ma fu un’operazione economicamente dispendiosa (11 milioni per la metà). L’estate 2013 fu quella della grande rabbia per le cessioni dei fedelissimi Matri (al Milan) e Giaccherini (al Sunderland), partenze che furono compensate dall’arrivo di un certo Tevez, ma Conte non fu felice comunque. Al termine della stagione ’13-14, l’ultima sulla panchina della Juventus, la famosa dichiarazione che per molti segnò la rottura con l’ambiente bianconero: 'Vincere la Champions? Quando ti siedi in un ristorante dove si pagano 100 euro per mangiare, non puoi pensare di pagare 10 euro'. La società ricucì e confermò Conte in panchina, ma il 15 luglio 2014, a poche ore dall’inizio del raduno, arrivò l’addio di Conte, con le dimissioni dovute a un mercato che non lo stava soddisfacendo. Il tecnico voleva Cuadrado, Iturbe e Sanchez, ma nessuno fu acquistato (Cuadrado sarebbe arrivato poi con Allegri nell’annata ’15-16). Frizioni che hanno caratterizzato anche il periodo al Chelsea del tecnico pugliese, quasi mai soddisfatto del mercato e protagonista della rottura con DiegoCosta (via sms) che la dirigenza dei Blues gli ha sempre rinfacciato, anche per vie legali".

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Sezione: Rassegna / Data: Sab 20 luglio 2019 alle 09:23
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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