"Intanto rispetto a quando giocavamo noi gli attaccanti sono più tutelati rispetto ai difensori, vedo una maggiore attenzione anche nel fischiare i falli a favore di chi deve far gol. Ma c’è anche una questione strutturale: gli allenatori a differenza del passato pensano più a fare un gol più dell’avversario piuttosto che a non prenderne: lo dimostrano i pochissimi 0-0, già da dopo il lockdown. È un approccio mentale diverso, che origina dalle scelte di allenatori come Gasperini, Conte, Simone Inzaghi: tre allenatori italiani che hanno il coraggio di giocare con molti giocatori offensivi". Intervistato da La Repubblica, Massimo Paganin analizza con queste parole la mutazione del ruolo di difensore, prendendo come esempio l'Inter: "Pensiamo all’Inter, che schiera esterni offensivi, due punte vere e un trequartista. E dove spesso anche il terzo di difesa, che sia Kolarov o D’Ambrosio, si sovrappone in fase offensiva. O la Lazio, che ha insieme oltre a Immobile anche Correa, Luis Alberto, Mi- linkovic e due esterni propositivi. E poi il Milan, dove i terzini fanno le ali: sono dati oggettivi, non la vedo una contingenza estemporanea".

Sezione: Rassegna / Data: Sab 31 ottobre 2020 alle 11:04
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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