Cancellate definitivamente le scorie del finale della passata stagione, l'Inter è tornata consapevole e padrona. Otto vittorie e un pari nelle ultime nove gare di campionato sono lì a testimoniare una crescita evidente sotto tutti i punti di vista: bravo Chivu, che ha saputo seminare serenità e autostima anche nei momenti più difficili.

Domani a San Siro arriva l'Arsenal, battistrada sia in patria che in Europa: l'impegno più difficile possibile, ma l'obiettivo dei nerazzurri è quello di sfatare l'ultimo dei tabù. "È iniziato un percorso, ma non si può dire che sia terminato. Al contrario, prosegue perché si può sempre aggiungere qualcosa, come ripete spesso l’allenatore rumeno - scrive oggi la Gazzetta dello Sport -. Un passo dopo l’altro ha "installato" le sue idee, partendo da ciò che era stato costruito in questi anni da Inzaghi. Ora non è più solo l’Inter di Simone, ma anche quella di Cristian. Aveva cominciato Dimarco, poi lo hanno seguito anche altri nerazzurri in una sorta di coro: Chivu era esattamente ciò di cui avevamo bisogno per ripartire. Le parole, però, le porta via il vento se non ci sono pure i fatti. Ebbene, i fatti sono i risultati, il modo con cui l’Inter sta in campo, la sua identità precisa, che non perde se cambiano gli interpreti. Già perché l’allenatore rumeno ha anche saputo tenere tutti coinvolti, con cambi e rotazioni. E la carota non è certo il suo unico strumento: c’è pure il bastone, che usa, però, solo all’interno dello spogliatoio. All’esterno, c’è solo difesa e protezione per i suoi uomini. Manca un ultimo tabù: vincere uno scontro diretto. Beh, in questo senso l’Arsenal rappresenta la migliore delle occasioni". 

Sezione: Rassegna / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 10:48 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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