Carlo Ancelotti, commissario tecnico del Brasile, ha parlato a Il Giornale delle difficoltà del calcio italiano in questo periodo. L'intervista arriva il giorno dopo l'eliminazione del Bologna in Europa League della Fiorentina in Conference League, le ultime due rappresentanti del nostro calcio nelle competizioni europee per club di questa stagione. 

"Un abisso tra Champions League e Serie A? La differenza fondamentale riguarda il ritmo, non soltanto quello agonistico della corsa ma quello mentale, della partecipazione continua, dell'intensità che non è un sostantivo vuoto e non può essere utilizzato soltanto in alcune fasi della partita. Il calcio italiano ha perso proprio questo. Ha perso la solidità difensiva, già non abbiamo talenti in altre zone del campo ma il controllo eccessivo dell'aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche, quelle sulle quali abbiamo costruito la nostra storia, da sempre", commenta il ct dei verdeoro, che si prepara a vivere il Mondiale con la nazionale sudamericana.

"I grandi calciatori stranieri non vengono più in Italia - dice ancora Ancelotti - All'estero, tra corposi diritti televisivi e investitori potenti, si è formato un mercato più attraente. Dunque in serie A non ci sono più le eccellenze di riferimento internazionale come Falcao, Maradona, Platini, Krol, Rummenigge, Ronaldo, Ronaldinho e tutti gli altri di un'epoca lontana. I giovani italiani da chi imparano?".

Sezione: Rassegna / Data: Ven 17 aprile 2026 alle 10:20
Autore: Antonio Di Chiara
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