Nel corso del PoretCast, il podcast condotto da Giacomo Poretti, Gianfranco Zola, vicepresidente della Lega Pro ed ex fantasista, ha affrontato il tema della crescita dei giovani nel calcio moderno, soffermandosi in particolare sul divario tra talento e maturità.

Zola parte da una considerazione netta:
“Un ragazzo di 17 anni bravo non è pronto. Ce n'è uno ogni 10 anni, un Totti o un Maldini o un Roberto Baggio che escono fuori e sono dei fenomeni, ma molti altri non sono pronti. Ciò non significa che non possano raggiungere il loro livello.”

L’ex giocatore sottolinea come i casi eccezionali siano rari e non possano rappresentare la norma nella gestione dei giovani calciatori. Per Zola la chiave è il campo: “Bisognerebbe farli giocare di più, dargli l'opportunità di confrontarsi con le persone di 25 e di 30 anni che sono del mestiere. Questi ragazzi hanno potenzialità, ma non hanno il mestiere.”

Secondo lui, solo attraverso l’esperienza diretta si può colmare il gap tra talento e rendimento. Zola insiste anche sull’importanza degli errori come parte del percorso:
“Da un errore, se è aiutato in maniera giusta il ragazzo impara e va a un livello superiore e così si continua a crescere.”

Infine, una riflessione più ampia sul movimento italiano:
“Noi abbiamo bisogno dei giovani di un certo livello… il problema però è che poi a 17 anni un ragazzo non è pronto… Se non li facciamo giocare in Serie A, allora perdiamo un’opportunità per farli crescere.”

Sezione: News / Data: Gio 14 maggio 2026 alle 23:23
Autore: Ludovica Ferrante
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