"Questo scudetto ha tratti epici, ha il sapore della rinascita, è una ventata d'aria buona per noi tifosi interisti". Roberto Vecchioni si gode così il trionfo dalle colonne della Gazzetta dello Sport. "Guarire dalle ferite passate era una necessità emotiva, anche se le delusioni fanno parte della nostra profonda identità. L'Inter è una squadra che, quando vince, lo fa in modo travolgente, come quest'anno. E quando perde, diventa tragedia, come nell'ultima finale di Champions o in altri episodi della nostra storia".
"Lo ammetto, siamo degli squilibrati.... - dice - Tutti i tifosi lo sono? Si, ma le nostre risposte non hanno mai, mai, mai equilibrio, sia alle vittorie che alle sconfitte. Non esiste una squadra così: i milanisti, pur essendo sempre della stessa città, sono più regolari. Non hanno momenti di rabbia o disperazione così forti. L'Inter è un amante eccitato che corre con ardore dall'amata e poi spesso.... si spegne sul più bello. Quest'anno, però, non è successo. Di chi è il merito? Del cambiamento portato da Chivu, uomo curioso della vita e non solo del calcio: non paragonatelo a Mourinho perché è molto più offensivo e vuole sempre un gol in più. Di certo, ha saputo parlare al cuore dei giocatori, che sono tutti forti, compresi i nuovi. Penso che Inzaghi fosse un po' stanco alla fine e che avremmo dovuto vincere più scudetti perché eravamo sempre superiori agli altri. A volte, però, ci guardiamo troppo allo specchio, ci vediamo troppo belli. Quest'anno, invece, c'era una convinzione diversa, più forte. Basti pensare alle ultime rimonte sul Como".
Capitolo sul capitano. "Meazza lasciamolo stare, lassù in alto, come una stella. Lautaro, però, può raggiungere Altobelli: non avrà la stessa capacità realizzativa di Spillo, ma è un trascinatore a tutto campo e non solo un uomo d'area. Ha un tratto malinconico, ma gli argentini hanno inventato il tango: come fanno a non esserlo almeno un po'? Lo vedo come un "bandolero", ma mai stanco, ancora pieno di battaglie e sogni. Pio? Sono ben contento che sia con noi, basta che non lo si paragoni a Van Basten: per favore... Ha qualità e amore, lotta tanto e non perde palloni, ma deve migliorare in molte cosex. Bastoni? Nella vita ci sono alcune azioni ragionate e altre istintive. A lui è venuto istintivo fare quella esultanza, quel balletto sciagurato davanti a Kalulu. Credo non se la perdonerà, ma bisogna vedere il contesto: era dentro alla partita, in un momento di tensione. È una sciocchezza, ma può capitare".
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