L’Inter si regala il 21esimo scudetto della sua storia davanti al proprio pubblico. A San Siro i nerazzurri superano un Parma ordinato e compatto ed esplodono di gioia per aver conquistato il Tricolore.

Chivu sceglie Sucic da mezzala con Zielinski e Barella di fatto ad alternarsi da play. Quando uno scende a impostare l’altro offre lo scarico sulla verticale o si allarga, consentendo al quinto di salire e al braccetto di accentrarsi. Sucic invece fa un lavoro più di raccordo tra centrocampo e attacco, andando a occupare gli spazi intermedi per dare sempre un tracciante verticale e centrale possibile. Esposito tiene molto basso Troilo con la sua fisicitá e Thuram gli puo girare intorno facendo il doppio movimento alternato, attaccando la profondità o venendo incontro a cucire il gioco. Il palleggio dell’Inter si sviluppa sul centrosinistra e sfoga sul centrodestra per puntare l’area con Dumfries, mentre Bisseck è sempre molto prudente e non sovrappone quasi mai per tenere sotto controllo Strefezza da quella parte

Il giropalla dell’Inter spesso è lento perché passa dai piedi di Akanji. Il Parma infatte si compatta con un blocco basso e consente al difensore svizzero di avanzare e impostare, chiudendo le linee di passaggio per i centrocampisiti. Gli uomini di Cuesta sono ordinati e presenti grazie al centrocampo fisico di Nicolussi Caviglia e Keita, ma anche pericolosi in attacco grazie all’estro di Strefezza in ripartenza che si accentra da sinistra e dalla qualità di Bernabè che disegna cambi di gioco per gli esterni Valeri e Del Prato che si inseriscono. L’Inter grazie al gol di Thuram allo scadere del primo tempo si scrolla di dosso un po’ di tensione e nel secondo tempo trova spazi sugli esterni molto più pericolosi, poiché gli emiliani sono costretti ad alzare il baricentro e pressare di più per recuperare lo svantaggio.

Al triplice fischio parte la festa nerazzurra.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 04 maggio 2026 alle 13:20
Autore: Riccardo Despali / Twitter: @RiccardoDespali
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